Avellino

 

Quando si promette bisogna mantenere. Soprattutto quando la promessa viene annunciata, sbandierata e definita urgente e doverosa. Se poi ci sono dei problemi – può sempre capitare -, beh, allora è il caso di avvisare con gli stessi annunci e sbandieramenti, per non incorrere in giuste critiche (a essere buoni), che rischiano di erodere una fiducia appena conquistata.

La questione è quella dei buoni libro. Il sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, in una nota stampa diffusa il venti luglio annunciava: «Viste le giuste lamentele di tantissimi genitori, ho ritenuto che la questione dovesse essere risolta con la massima urgenza e ho subito attivato chi di dovere».

Bene sindaco, e dunque: «I beneficiari dei buoni libro relativi agli anni scolastici 2016-2017 e 2017-2018, potranno usufruire del contributo loro spettante a partire dal 26 luglio. I relativi mandati, infatti, saranno in pagamento da quella data presso il tesoriere della Banca Popolare di Bari»

Il sindaco ha poi concluso: «Ci sono questioni che afferiscono a gravi disagi dei cittadini, quindi occorre sempre agire con il massimo impegno. I buoni libro sono un aiuto importante per migliaia di famiglie in condizioni di ristrettezze economiche. Ritardare ulteriormente il loro pagamento, sarebbe stata una grave mancanza di sensibilità e di rispetto. Il Comune e i suoi dipendenti saranno sempre al servizio dei cittadini».

Giusto, bene così. Poi questa mattina la sorpresa. Gli aventi diritto avellinesi si sono recati allegri e fiduciosi presso la sede della Banca Popolare di Bari. Convinti, come era convinto il sindaco, di risolvere una questione “urgente”. E che in fondo «lo vedi, quando un amministratore vuole, tutto si fa». Purtroppo però si sono trovati di fronte un laconico cartello: «I rimborsi per i buoni libro saranno possibili solo da settembre».

Delusione comprensibile. E qualche inevitabile, «sono tutti uguali».

Capiamo che possa accadere l'imponderabile. Ma in quel caso (come questo?), sarebbe stato giusto e corretto avvisare le famiglie interessate (con un semplice comunicato, anche diffuso sui social). Meglio un dietrofront con una nota stampa, che assistere al dietrofront umiliante di chi si è recato in banca e ha sbattuto contro un freddo cartello.