Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Un'associazione a delinquere specializzata in truffe milionarie in tutta Europa. Una delle basi era ad Avellino. Dove aveva sede una delle società di diritto, la Larefer ltd, che gli indagati avrebbero utilizzato per piazzare prodotti finanziari abusivi e quote di crowdfounding (finanziamento collettivo). Nel mirino della Procura di Como sono finite quaranta persone accusate di aver creato un’organizzazione criminale per la raccolta illecita di finanziamenti.

Un omicidio dietro l'inchiesta

L'indagine delle fiamme gialle è partita dai soldi utilizzati per pagare il killer dell'architetto Alfio Molteni, ucciso a Carugo nel 2016. I finanzieri avevano cercato la provenienza della somma consegnata dal commercialista Alberto Brivio, amante della moglie della vittima, condannato all'ergastolo in primo grado come mandante del delitto.

Quel denaro aveva guidato i militari fino a una società austriaca e poi ad altre che operavano in tutta Europa. Per gli investigatori l'associazione, attraverso consulenti finanziari non autorizzati, proponeva ai risparmiatori investimenti molto redditizi, fino al 12%. Ma si trattava di offerte senza piani finanziari di copertura. Nel mirino dei presunti truffatori sono finite trecento persone, dal piccolo imprenditore alla casalinga, che hanno versato da 10mila e 80mila euro, per un totale di oltre trenta milioni in due anni. Proprio la cifra che questa mattina è stata sequestrata dalla Procura di Como.

Come funzionava la truffa

La truffa era basata sullo schema "Ponzi". Agli investitori, all'inizio, venivano versati gli interessi promessi, ma era solo un'illusione. Presto, infatti, il numero dei risparmiatori cresceva e non c'erano più soldi da intascare. Ma era troppo tardi, il denaro era già stato trasferito altrove.

L'associazione, in attività dal 2014, aveva persone di fiducia in Austria, Lussemburgo, Malta, Regno Unito, Confederazione Elvetica, Cipro oltre che in numerose città italiane.

L’indagine è stata condotta attraverso intercettazioni dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Como, che si è avvalsa del contributo fornito dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Avellino, dalle Autorità di vigilanza Consob e Banca d'Italia e dalle Autorità di Austria e Bulgaria.

L'associazione a delinquere si sarebbe avvalsa di diverse società di diritto, priva di abilitazione per operare in Italia. E che avrebbero collocato prodotti finanziari abusivi, quote di crowdfounding, grazie ad altre strutture e collaboratori ai quali venivano riconosciute delle provvigioni. La Larefer ltd, di origine cipriota che operava ad Avellino, avrebbe collocato almeno 662 contratti di investimento per un valore complessivo di 18 milioni e 848mila euro per una somma raccolta per oltre 7 milioni e 266mila euro.

Altre vittime potrebbero presto aggiungersi ai denuncianti. Anche se il Procuratore di Como, Nicola Piacente, ha spiegato al Corriere della Sera: «Probabilmente altre vittime non si faranno avanti. Perché c'è chi ha investito denaro non dichiarato o frutto di attività illecite».