Salerno

Si archivi l’inchiesta penale sulle Fonderie Pisano. Secondo i periti nominati dalla procura di Salerno infatti non non vi sarebbero prove scientifiche tra l’inquinamento dettato dalle emissioni dello stabilimento di via Dei Greci e le patologie tumorali delle persone che vivono nelle vicinanze.

Sotto esame i casi di 41 persone decedute negli ultimi decenni, tutte residenti nell’area circostante l’impianto. Analizzando il loro stile di vita sarebbe emerso che una trentina tra loro erano fumatori e non è stato possibile per i medici riscontrare il nesso di causalità, decisivo per accertare le accuse sollevate dal comitato Salute e Vita che presentò denuncia. Gli ambientalisti consegnarono una lettera denuncia con i nominativi di 215 persone, alcune delle quali già morte, altre ammalate. L'elenco è stato analizzato anche dai carabinieri del Nas che hanno recuperato tutte le cartelle cliniche.

Nel collegio dei pm il professor Gerardo Botti, dell’istituto Pascale di Napoli, e i medici esperti di patologie tumorali dei polmoni Luisa Barzelloni e Giuseppe Santabarbara dell’ospedale Moscati di Avellino.

La decisione della procura salernitana di archiviare il procedimento rappresenta una svolta importante nella battaglia giudiziaria che vedeva al banco degli i cinque eredi della famiglia Pisano, indagati per reati ambientali: Mario, Guido, Renato, Ciro ed Ugo Pisano. Non si ferma intanto la ricerca di un luogo adatto alla delocalizzazione dell'azienda, in modo da poter preservare il lavoro degli oltre 100 operai e la vita e la produttività dell'azienda.                                                                                                                                                                                                                                 

S.B.