Si moltiplicano le iniziative per la liberazione di Jorit, lo street artist napoletano arrestato a Betlemme dalla polizia israeliana insieme a un altro italiano. Jorit stava realizzando un'opera sul muro di separazione israeliano che ritrae Ahed Tamimi, l'attivista palestinese di 17 anni, in carcere per aver schiaffeggiato due soldati dell'Idf.

il coordinamento Napoli Palestina ha organizzato questa mattina un evento pubblico per sollecitare la liberazione dell'artista. La mobilitazione è partita da piazza Municipio. 
il Consolato generale a Gerusalemme e l'ambasciata a Tel Aviv, in stretto raccordo con la Farnesina, in una nota dichiarano di seguire «con la massima attenzione il caso dei due italiani fermati a Betlemme, ai quali stanno fin d'ora prestando ogni possibile assistenza, in contatto con le autorità locali e le famiglie».

Sui social l'appello di suo padre, Luigi Cerullo, che chiede aiuto per riabbracciare il figlio. «Arrestato come un criminale. Non posso credere, sto sognando o sto impazzendo. Voglio riabbracciare mio figlio, che ha un cuore d'oro. Aiutatemi vi prego!», a queste parole si sono associati numerosi intellettuali e artisti in tutto il mondo.

Anche il sindaco De Magistris è intervenuto: «Sul muro dell’apartheid dei nostri giorni - dichiara - un muralista napoletano ha disegnato il volto di Ahed Tamini, la ragazzina palestinese arrestata da minorenne per aver manifestato il legittimo disprezzo contro l’esercito occupante della sua terra. Jorit viene da Napoli, dalla prima città d’Europa che ha visto il proprio popolo sollevarsi contro l’esercito più crudele della storia dell’umanità».

«Non potrà mai essere un torto - prosegue De Magistris -  raffigurare il bel volto di una giovane eroina palestinese, il torto è invece averla voluta prigioniera, tenere assediato il suo villaggio di provenienza, aver costruito quel muro che separa popoli e crea ingiustizie. Jorit deve tornare subito a Napoli. La sua libertà è questione di democrazia, riguarda tutti. Lo aspetto anche perché abbiamo del lavoro programmato da portare a termine a San Giovanni a Teduccio».

Jorit Agoch, napoletano di origini olandesi, è noto nel capoluogo partenopeo per numerosi murales che ricoprono intere facciate di edifici. All'ingresso di Forcella, ad esempio, c'è un San Gennaro, il cui viso è ispirato ai lineamenti di un giovane operaio. Ancora, Massimo Troisi, il volto della bimba rom Ael a Ponticelli e Diego Armando Maradona a via Taverna del Ferro (San Giovanni a Teduccio) ritratto accanto allo sguardo di Niccolò, un bambino autistico. Ogni viso è raffigurato con dei segni sul viso, delle cicatrici come un distintivo di umanità, "di appartenenza alla 'Human Tribe'", dice l'artista.