Avellino

E' una brutta storia – purtroppo una delle tante della stessa natura - rimbalzata all'onore delle cronache una decina di giorni fa, quando è stata eseguita l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a carico di un 47enne che risiede in un centro della Valle Caudina, accusato di abusi sessuali ai danni di una nipote.

Un provvedimento restrittivo che il 3 agosto sarà discusso dinanzi al Tribunale del Riesame, al quale ha fatto ricorso l'avvocato Ettore Marcarelli, difensore dell'uomo. Che, come è ormai ampiamente noto, è stato chiamato in causa da un'inchiesta diretta dal sostituto procuratore di Avellino Cecilia Annecchini e condotta dai carabinieri, avviata poco meno di un anno fa. Iniziata quando la ragazzina era stata trasportata d'urgenza all'ospedale Rummo perchè perdeva sangue all'altezza della zona genitale. Lei aveva raccontato di aver inavvertitamente urtato, mentre era senza vestiti, contro lo spigolo di un tavolo nell'abitazione dello zio.

Comprensibili lo spavento e la preoccupazione dei genitori, il passo successivo era stata la loro denuncia, che aveva innescato l'attività investigativa. La minore era inizialmente rimasta in silenzio, poi con una familiare si era lasciata andare alle prime confidenze sulle 'attenzioni' sessuali che le sarebbero state riservate.

L'indagine è stata scandita anche dalla fissazione di un incidente probatorio nel corso del quale la presunta vittima ha fatto riferimento ad un episodio che sarebbe avvenuto nel 2016 al mare, quando lei non aveva compiuto ancora 14 anni, in una pineta, presenti anche altre persone. Il resto è cronaca recentissima: la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura irpina ed il via libera del gip Paolo Cassano, che ha ordinato l'arresto, sul quale adesso si pronunceranno i giudici di Napoli.

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