Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

E' stato condannato a tre mesi con pena sospesa, per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, il comandante dei vigili urbani di Avellino, Michele Arvonio. Una sentenza relativa alla rimozione di alcuni cartelloni pubblicitari quando Arvonio ricopriva il ruolo di comandante dei vigili urbani ad Afragola (Napoli). Il dirigente è stato assolto dai reati più gravi di turbativa d'asta, abuso di ufficio e falso in atto pubblico. I giudici della quarta sezione penale di Napoli hanno accolto in pieno, rispetto a queste contestazioni, quanto sostenuto dall'avvocato Vincenzo Laudanno. Il difensore aveva evidenziato come il suo assistito avesse agito seguendo tutte le norme previste dal caso e solo nell'interesse dei cittadini. 

La vicenda giudiziaria 

La condanna a tre mesi, per la quale sono ora maturi i tempi della prescrizione, è riferita alla rimozione di alcuni cartelloni pubblicitari. Arvonio aveva preferito procedere nonostante un parere contrario del Tar arrivato dopo il ricorso delle aziende proprietarie dei manifesti rimossi. E' stata sospesa anche la pena accessoria di un anno di interdizione dai pubblici uffici. Il comandante potrà così continuare a svolgere le proprie funzioni ad Avellino.

«Questa sentenza - spiega Laudanno - ci indigna nonostante le assoluzioni dai reati più gravi. Ma un ufficiale non può pagare perché svolge il proprio dovere. Siamo certi che la condanna cadrà in Appello. Arvonio ha voluto dare maggiore importanza all'incolumità dei cittadini». E per questo aveva proceduto con la rimozione dei cartelloni che davano sulla pubblica strada, reputati pericolosi.

Arvonio è convinto dell'assoluzione in Appello

Il dirigente dei caschi bianchi di Avellino non vorrebbe beneficiare della prescrizione e tenterà di ribaltare in Appello la condanna rimediata in primo grado. Arvonio è infatti convinto di aver agito solo nell'interesse dei cittadini ed è perciò sereno in vista del processo di fronte ai giudici di secondo grado.