Benevento

Eccola qui la resa dei conti, la giornata che emette verdetti insindacabili, che stila la griglia play off e modella le posizioni dei play out. Si consumano i destini di una stagione, le speranze di tante squadre, alcune delle quali andranno in fumo, mentre altre troveranno la loro consacrazione. In questo terribile girone meridionale ci sono destini incrociati (pochi) ed altri assoluti (tanti). Si dice spesso che in momenti come questi a fare la differenza siano le motivazioni. Ma non sempre i motivi per vincere una partita sono dati da cause concrete, si può anche giocare alla morte per semplice rivalità e per far piacere ai propri tifosi, o magari solo per mero calcolo di una sorte futura più o meno lontana.

Aversa-Metera, i punti servono a entrambe. Domani l’unica partita in cui gli interessi cozzeranno tra di loro sarà quella del Bisceglia di Aversa, tra i normanni e il Matera. Qualche frase sibillina è strisciata tra i due ambienti in settimana. Marra ha detto che ‘sarà partita vera’, il diesse lucano Fernandez ha risposto che ‘una dichiarazione simile gli sembra quantomeno strana’. Riepiloghiamo la situazione. Il Matera sarebbe certo dei play off (e del terzo posto) solo con una vittoria. Un pari terrebbe matematicamente lontano solo il Lecce, non Juve Stabia e Casertana che con una vittoria scalzerebbero i lucani dalle polrone che valgono gli spareggi finali. Sul piano tecnico la sfida tra la squadra di Auteri e quella di Marra non si pone neanche, ma l’Aversa ha le stesse esigenze dei lucani, traslate nella lotta play out. Le serve almeno un pari per blindare il quart’ultimo posto. A quota 33 sarebbe tranquilla anche in caso di arrivo dell’Ischia, che è in svantaggio negli scontri diretti. E si badi bene che terminare al quart’ultimo posto o al terz’ultimo non è proprio la stessa cosa. I play out hanno conservato l’antica e saggia regola del miglior piazzamento: per cui i normanni che finissero quart’ultimi avrebbero dalla loro non solo il vantaggio di giocare la seconda in casa, ma anche quello di poter puntare su due risultati speculari (doppio pareggio, sconfitta e vittoria con lo stesso punteggio) e brindare alla salvezza al 90’ senza il brivido dei supplementari e dei rigori. Un vantaggio a cui non si può rinunciare a cuor leggero.

Benevento per l'orgoglio. Tutto il resto è avulso dalla classifica e da interessi contrapposti. La Salernitana vuole lo scalpo della Casertana per far felici i propri sostenitori che hanno una rivalità storica con i rossoblu di Terra di Lavoro, oltre alla voglia matta di “vendicare” la sconfitta dell’andata subita con un calcio di rigore (fasullo) al novantesimo. Più o meno stessa situazione al Ciro Vigorito. Il Benevento gioca per il suo orgoglio contro un avversario che i propri tifosi vedono come il fumo negli occhi. Nessun’altra motivazione, se non quella di mostrare chiari segni di ripresa dopo il calo dell’ultimo periodo. Infine il Lecce. La squadra salentina sembra uno di quegli studenti che dopo aver fatto collezione di “quattro” durante l’anno scolastico ora si affanna per riparare. Il suo destino è legato agli altri risultati e non può essere diversamente. Sarà di scena a Lamezia e gli uomini di Erra avranno le stesse motivazioni, o anche meno, di Salernitana e Benevento.

Messina killer. Ultima riflessione per la coda della classifica. La Reggina ospita il Martina e punta ad approdare a quota 27 dove potrebbe addirittura trovare i play out. Fa da contraltare Savoia-Messina, con i peloritani assoluti padroni del loro destino e di quello dei cugini dello stretto. Lasciare strada ai bianchi di Papagni significherebbe far retrocedere la Reggina e non ritrovarsela probabilmente come avversario nei play out. Ci pensate ad uno spareggio Reggina-Messina, con tutta la rivalità che avvolge il derby dello stretto? A volte, può non piacere, ma in questi giochi finali bisogna anche essere un po’ machiavellici.

Franco Santo