Avellino

 

di Marco Festa

Fuori dalla Serie B per effetto del respingimento del ricorso discusso dal Collegio di Garanzia del Coni, all'Avellino resta una sola strada per sperare di salvare la categoria: la giustizia amministrativa. Pochi minuti dopo la bocciatura della “Cassazione sportiva”, arrivata nel pomeriggio di ieri, è iniziata l'ennesima corsa contro il tempo di un'estate sportivamente drammatica: quella per appellarsi al Tar del Lazio. Tempi ristretti: il calvario continua.

Per la sua difesa il club biancoverde ha deciso di affidarsi allo studio legale "Lentini" di Salerno: lo stesso che non più tardi di due anni fa riuscì a far valere le ragioni della Paganese - seppur per differenti inadempienze - contendendole di essere riammessa in Lega Pro nella stagione 2016/2017. Si riparte dalla beffarda ma potenzialmente significativa sottolineatura nel comunicato del Coni, che per certi versi ha vestito i panni di Ponzio Pilato evidenziando di non poter “valutare la legittimità di tali criteri formalistici” e motivato il 'no' alla società irpina spiegando che “sotto il profilo sostanziale apparirebbe in possesso dei requisiti di idoneità e sostenibilità finanziaria”.

Su questa base si articolerà, in parallelo al ricorso ordinario, la richiesta di sospensiva per ottenere l’ammissione con riserva al prossimo campionato di Serie B prima della compliazione del calnderario del torneo Cadetto (6 agosto). Uno scenario che si concretizzerebbe nel caso di una pronuncia positiva rispetto alla domanda incidentale di carattere cautelare. Da ieri, entro venti giorni, verrà fissata l'udienza di conferma successiva all'eventuale primo provvedimento monocratico, che il presidente del tribunale amministrativo regionale del Lazio deciderà di stabilire, o meno, entro la giornata di lunedì. 

Il ricorso blocca intanto lo svincolo d'ufficio dei tesserati, previsto dall’articolo 110 NOIF. Gli allenamenti proseguiranno in un clima che ormai è finanche difficile definire, ma che trova la sua estrema sintesi nel volto solcato dalle lacrime di capitan D'Angelo.