Benevento

(f.f.) - Una rivoluzione annunciata soltanto pochi giorni fa, con l'accorpamento di tutti i servizi dedicati al cittadino. Un investimento pluriennale di 233.522 euro all'anno fino al 2020, di cui si ha certezza attraverso due determine già pubblicate in albo pretorio, la 1030 e la 1031 del 19 luglio scorso.

Nei numeri, cosa si agiti dietro la lettera minatoria al sindaco Mastella non appare finanziariamente irresistibile.

Spiccioli.

Non sono cifre da giustificare l'esposizione ad un rischio tanto alto, coinvolgendo proprio Clemente Mastella, un mago navigatissimo della comunicazione che ha già provveduto a far diventare la lettera di minaccia ricevuta di dominio pubblico a livello nazionale.

Magari si parla a nuora perché suocera intenda.

Sono state otto, tra imprese e cooperative, le adesioni pervenute al Comune di Benevento per la gara dichiarata utilmente bandita il 4 maggio del 2018.

L'Ati tra Depac società cooperativa sociale a rl e A.G. Costruzioni generali srl ha offerto il 17,71% di ribasso sull'importo risultando la migliore e battendo la concorrenza delle ditte I Cipressi srl, D.R. Multiservice srl, Global Contact srl, Cooperativa sociale Barbara B., Melillo Servizi Ambientali e cimiteriali srl, Electra Sannio srl, Cooperativa sociale Giuli.

Di ciccia vera, l'amministrazione comunale di Benevento ne ha messa in campo in altri settori, con cifre a sei zeri per i lavori con i fondi di Terna (risarcimenti alle popolazione per i disagi causati dalla posa della nuova linea dell'elettrodotto) o per le risorse giunte dopo l'alluvione. Grazie a fondi ministeriali dedicati, ci sono interi istituti scolastici da mettere in sicurezza. Non ultima, e assolutamente la più ricca in termini di investimenti assorbiti, la realizzazione del depuratore e delle opere di collettamento che il commissario straordinario Rolle sta provvedendo a bandire con fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri e e della Regione Campania.

Insomma, la lettera di minacce sembra più il risultato di un'alzata di testa di un ladro di polli, colpito da una botta di caldo estivo, piuttosto che una minaccia seria.

Come ha orgogliosamente spiegato il delegato ai servizi ministeriali Luigi De Nigris, la rivoluzione operata nel cimitero di Capodimonte è soprattutto organizzativa. L'accorpamento di tutti i servizi in un unico soggetto ha reso meno facili i “vuoti interpretativi delle varie competenze” e questo si traduce in efficienza e risparmio.

De Nigris ha messo mano alla custodia, al video controllo, alla pulizia, alla cura del verde e all'anagrafe computerizzata con un software dedicato che non consentirà, ad esempio, amnesie nella riscossione dei canoni dovuti per le lampade votive. Che tutto questo possa scatenare pulsioni omicidiarie, tra l'altro preannunciate con tanto di lettera, sa di bufala estiva. Al questore Bellassai basteranno un paio di poliziotti di quartiere per venirne a capo.