E' un monitoraggio ad ampio spettro, che non include le implicazioni igienico -sanitarie, di competenza dei Nas, quello che i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria stanno conducendo sul servizio di mensa scolastica a Benevento. Un servizio di cui il Comune ha deciso di prorogare ulteriormente la sospensione fino al 30 maggio, al centro di un'inchiesa diretta dal sostituto procuratore Miriam Lapalorcia. Scandita, in queste settimane, dall'escussione senza soluzione di continuità di impiegati comunali e dipendenti della Ristorò, l'azienda alla quale il servizio è affidato, che stanno sfilando, come testimoni, dinanzi ai militari del tenente colonnello Luca Lauro. La mission delle fiamme gialle è evidente: stabilire se sia stato rispettato il capitolato d'appalto tra la società e Palazzo Mosti.
Un accordo, quello tra l'impresa e l'ente pubblico, peraltro chiamato a verificare nel tempo se tutto sia andato per il verso giusto ed in linea con quanto concordato, articolato in più punti. Che affronta il versante della preparazione e del confezionamento dei cibi secondo precise indicazioni. Che impegna “all'uso di prodotti freschi, ad esclusione dei prodotti ittici che possono essere anche surgelati”. Che “non consente l'uso di prodotti congelati e di precotti surgelati o che abbiano subito altro processo di conservazione a lungo termine”. Attenzione puntata, ovviamente, anche sulla qualità e la quantità degli alimenti da servire ai bambini, sulle loro caratteristiche e sulle modalità con le quali vengono trasportati.
Insomma, un pacchetto di regole vincolanti, che la Ristorò, nel mirino di una campagna di denuncia portata avanti da Altrabenevento, ritiene di aver puntualmente osservato. L'azienda ha sempre rispedito al mittente ogni accusa, i suoi amministratori hanno ripetuatamente chiesto, attraverso il loro difensore, l'avvocato Marcello D'Auria, di essere ascoltati. Di poter fornire la loro versione sulla gestione del servizio che, come detto, il Comune ha ulteriormente bloccato fino al 30 maggio. Motivando la scelta con la necessità di acquisire le schede tecniche di alcuni elementi che servono al nutrizionista incaricato per completare le sue valutazioni - quelle già redatte escludono cibi precotti-, e la certificazione tecnica definitiva del Settore Territorio Ambiente rispetto alla documentazione presentata dalla Ristorò e relativa all'agibilità dei locali di lavorazione.
Enzo Spiezia