Napoli

 

di Simonetta Ieppariello

Pronto soccorso affollati e pieni di pazienti in città, anche ad agosto. Tutta colpa degli organici ridotti all’osso nella Campania in riduzione di risorse da anni, tra commissariamento e ritocchi alla spesa. Ieri il boom di accessi al Cardarelli con ben 300 richieste di aiuto. Tantissimi gli anziani approdati nell’unità di emergenza e il presidente dell’ordine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti lancia un appello ai cittadini ad evitare le richieste di ricovero non appropriate magari chiedendo aiuto a medico di base o guardia medica.

Una azione di prefiltraggio che snellirebbe decisamente l’arrivo di una vera e propria folla nei pronto soccorso. Al Cardarelli nelle ultime 24 ore sono stati registrati circa 300 accessi. Per la maggior parte anziani alle prese con complicazioni di patologie croniche, acuite dal caldo e dalla disidratazione. “Ma la situazione - avverte ilmanager Ciro Verdoliva - è monitorata e sotto controllo”. Dal canto suo il governatore De Luca commenta: «Chi continua a parlare di barelle al Cardarelli -sostiene - dovrebbe vergognarsi. Parliamo di un’eccellenza al pari del Niguarda di Milano».

A rendere critica la situazione è anche il sostanziale crollo dell’assistenza, in questo periodo estivo, sul territorio della Asl. Loreto mare, San Giovanni Bosco e San Paolo sono in grave affanno.

In grave difficoltà anche il San Paolo e il Loreto mare dove sono stati accorpati i reparti.

Intanto ieri è stata la lunga giornata degli sos del Cardarelli. Sono stati 300 i pazienti che, da stamattina, si sono presentati al pronto soccorso del Cardarelli per l'emergenza caldo. È quanto fa sapere, intervenendo in aula, Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania. «Ho parlato con Verdoliva, direttore generale del Cardarelli - afferma - e mi ha riferito che con una tale emergenza caldo, da stamattina sono arrivati 300 pazienti. Occorre aspettare 6-7 ore per reidratarli». «Quando sento parlare di barelle - aggiunge - c'è da vergognarsi. Il Cardarelli è un'eccellenza, al pari del Niguarda».

«Dalla mattina di oggi sono arrivati al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Napoli 152 persone di cui nel corso della giornata ne sono state dimesse 102. Sul fronte delle barelle sistemate nelle unità operative dell'area Emergenza si è passati da 25 a 8». Questi i dati resi noti dalla direzione del Cardarelli. «Non c'è alcuna crisi - afferma il direttore generale, Ciro Verdoliva - si tratta di afflussi legati all'ondata di caldo che diventa emergenza dovuta alla solitudine delle persone e al disagio sociale.

«Il Cardarelli si riempie? Certo, e meno male che c’è un Cardarelli che, oggi, è in grado di riempirsi, di governare l’emergenza, e tornare all’ordinarietà - si legge in una nota che arriva dall'ospedale napoletano - Il dato preoccupante riguarda, come è ovvio, il numero di barelle nelle unità operative dell’area di emergenza, che ha superato alle ore 8,00 di stamattina la soglia di criticità “gialla”. Le azioni messe in campo hanno consentito di liberare un importante numero di posti letto, che - alle ore 17 - non riduce l’allerta di questi ultimi giorni, ma alleggerisce la pressione sul pronto soccorso, sull’OBI e sull’area di emergenza con la conseguenziale diminuzione del numero di barelle per il quale resta – complessivamente – una criticità “fisiologica”». 

Dall'ospedale si sottolinea come l'affollamento al pronto soccorso sia dovuto, secondo la direzione, da accessi «inappropriati». «Alle 17 su 152 pazienti arrivati in pronto soccorso 102 sono stati dimessi. Si evidenzia l’altissima percentuale di pazienti dimessi nelle prime 2/6 ore o comunque non oltre le 12 ore dal pronto soccorso, con valori pari al 66%. Tali accessi - da definire “inappropriati” - generano l'"affollamento” ovvero il “congestionamento” del pronto soccorso con gravissime ripercussioni sui tempi di attesa, sui tempi di trattamento complessivo nonché sul sovraffollamento delle aree di attese sia degli accompagnatori ma –  soprattutto – dei pazienti. Gli accessi “inappropriati” incidono, poi, sugli operatori sanitari (medici, infermieri, operatori sociosanitari) che sono costretti a visitare, trattare, governare un maggior numero di pazienti in altissime condizioni di stress temporale».