Tazzine di ceramica e bicchierini in vetro hanno ripreso il loro posto. Sono rimasti 'congelati' per un mese, sostituiti da tristi monouso in plastica, ora possono nuovamente ospitare il caffè preparato dagli addetti del bar del Palazzo di giustizia. Perchè da questa mattina l'acqua che scorre dai rubinetti di Tribunale e Procura è diventata nuovamente utilizzabile per fini alimentari.
E' stata l'Asl, attraverso il Dipartimento prevenzione, a scrivere la parola fine su una pagina diventato inevitabilmente problematica. L'ha fatto dopo i risultati degli accertamenti, curati dall'Arpac, sui prelevi eseguiti a più riprese in diversi punti della struttura.
Analisi che hanno restituito un quadro di ritorno alla normalità, con parametri rientrati nei limiti previsti dalla legge. Diretta conseguenza degli interventi di bonifica e potabilizzazione dell'impianto idrico affidati alla Gesesa, immediatamente contattata dalla Conferenza permanente degli uffici del circondario, guidata dal presidente del Tribunale Marilisa Rinaldi.
Come anticipato da Ottopagine, il caso era scoppiato tra la fine di giugno e gli inizi di luglio. Le avvisaglie iniziali erano state registrate in Procura, dove il personale aveva dovuto fare i conti con la fuoriuscita di un liquido definito schiumoso e maleodorante. Che non si trattasse di una cosa di poco conto, lo si era intuito, però, il 4 luglio, quando l'Asl, che il giorno prima aveva ricevuto la comunicazione dell'Arpac relativa ad un prelievo operato il 29 giugno, aveva parzialmente bloccato l'attività del bar al piano terra del Tribunale.
Ai piani superiori (e nell'adiacente Procura), invece, affissi all'ingresso dei bagni e all'altezza dei lavandini, erano comparsi cartelli recanti l'avvertenza: non bere l'acqua. Uno stop dettato dall'esigenza di ulteriori analisi sulla sospetta presenza dello Pseudomonas aeruginosa, un batterio che produce infezioni soprattutto nei pazienti ospedalizzati, prediligendo quelli debilitati. Di qui la necessità di impedire nel bar la preparazione dei caffè (da quel momento andata avanti con acqua contenuta in boccioni acquistati all'esterno), e non solo, e di vietarne l'uso potabile.
Uno stallo durato fino ad oggi, quando è arrivato il contrordine: lo 'stato di salute' dell'acqua è nuovamente buono.
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