Due per il Pm, uno per la parte offesa, quattro per i tre indagati. Sette specialisti nominati per l'autopsia di Claudio Paolucci, 38 anni, di Colle Sannita, avvenuta nella serata di domenica scorsa al Rummo, dove era ricoverato dall'11 luglio dopo un incidente sul lavoro.
Questa mattina il sostituto procuratore Miriam Lapalorcia ha affidato l'incarico dell'esame, iniziato subito dopo, ai dottori Lamberto Pianese e Osvaldo Micera, mentre la scelta dei familiari della vittima, assistiti dall'avvocato Roberto Prozzo, è caduta sul dottore Fernando Panarese.
I dottori Vincenzo Migliorelli, Teresa Suero, Luca Lepore e Giuseppe Villari sono invece stati indicati, nell'ordine, dal legale rappresentante – è rappresentato dall'avvocato Paola Soriano - dell'impresa in forma cooperativa, di San Marco dei Cavoti, per la quale il malcapitato lavorava; e dai due medici chiamati in causa: un chirurgo ed un otorino, difesi, rispettivamente, dagli avvocati Benedetto De Maio e Luigi Tuccillo.
Novanta i giorni a disposizione dei consulenti della Procura per depositare le loro conclusioni, stabilendo se esistano presunte responsabilità.
Come anticipato da Ottopagine, mentre stava operando in un'abitazione alla contrada Cuffiano di Morcone, Claudio, sopsato e padre di un bimbo di tre anni, sarebbe caduto da un'impalcatura, forse dal tetto della casa. Un volo di tre metri, l'impatto con il suolo gli aveva provocato un trauma cranico e lesioni interne. Le sue condizioni sembravano essere migliorate, poi la situazione sarebbe precipitata il 25 luglio, con una complicazione che sarebbe sorta – secondo una prima ricostruzione - durante la sostituzione della cannula. Un problema che aveva reso necessario un intervento. A distanza di quattro giorni, infine, il suo cuore si era fermato per sempre.
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