di Simonetta Ieppariello

Non ha mai avuto problemi, non è mai stato protagonista di risse. Eppure ieri notte Cissé Elhadji Diebel, un ragazzo 32enne senegalese è stato sparato al Vasto da due uomini piombati nel rione a bordo di uno scooter. Camminava a piedi con i suoi amici quando è stato vittima di un vero e proprio agguato a colpi di pistola.

Il senegalese ambulante e con permesso di soggiorno non si spiega il perché di tanta violenza e adesso si sente un sopravvissuto. 

«Ho pensato di morire e non mi spiego perchè mi abbiano sparato. Non so se c’entra il razzismo. So solo che sono arrivati e hanno fatto fuoco. Tre colpi contro di me, gli altri contro i miei amici che per fortuna non sono stati feriti».

L'immigrato si trovava in compagnia di due amici, in strada, quando è sopraggiunto uno scooter con a bordo due persone: secondo quanto riferito dai compagni della vittima i due erano di pelle bianca, e uno di loro ha esploso alcuni colpi di pistola, forse tre, uno dei quali ha colpito a una gamba il senegalese. Il ferito è stato condotto nell'ospedale San Giovanni Bosco. A salvarlo da un colpo all’inguine è stato il telefonino che ha letteralmente parato il proiettile. L’altro colpo invece lo ha centrato alla gamba. Sull'episodio indaga la Polizia di Stato.

Intanto scende in piazza la Comunità senegalese di Napoli e gli attivisti della Rete antirazzista per dire basta a raid e violenza.  Una vera e propria escalation quella che si consuma da tempo a Napoli. «L’aggressione ad un cittadino nigeriano a Villa Literno, ad un immigrato dal Mali colpito con pistola a pallini a San Cipriano, tre cittadini del Bangladesh pestati al Lago Patria, un altro nigeriano picchiato al Vomero mentre chiedeva l'elemosina, un richiedente asilo aggredito a Nola (e poi il caso di un cittadino marocchino lasciato morto fuori l'ospedale di Maddaloni su cui si stanno facendo accertamenti pensando a una morte sul lavoro).

Il Partito democratico della Campania aderisce alla Rete antirazzista che si è costituita a Napoli e che vede come primo atto di mobilitazione una grande manifestazione che si svolge a Pizza Garibaldi.

"Siamo in prima linea al fianco delle associazioni, dei comitati, dei sindacati e delle comunità dei cittadini extracomunitari che vivono sul nostro territorio - afferma la segretaria regionale Assunta Tartaglione - per dire basta a un’ondata di episodi razzisti che non possono essere tollerati e che calpestano i valori su cui si fonda la nostra democrazia. Di fronte alle aggressioni, ai colpi di pistola e alla campagna di odio nei confronti degli immigrati, il governo minimizza e dà la colpa ai media o alle forze di opposizione. Restare in silenzio o girarsi dall'altra parte significa essere complici di una destra xenofoba che vuole riportarci indietro nel tempo, a stagioni buie della nostra storia".

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, interviene e commenta amaro: «Da quando si è insediato il governo con Salvini vicepremier e ministro dell'Interno, gli episodi di violenza di matrice razzista e fascista sono enormemente aumentati. Salvini è diventato il ministro dell'insicurezza nazionale». Il sindaco ha anche accusato governo e prefetture di avere creato dei ghetti, come quello del Vasto, zona in cui è accaduto l'episodio di cronaca, attraverso la concentrazione, nella stesse aree urbane, di numerosi centri di accoglienza.