di Andrea Fantucchio
Ha provato a baciare e toccare l'infermiera poi, quando gliel'hanno impedito, ci ha riprovato con l'assistente capo della polizia ferroviaria. Attimi di inspiegabile ardore che gli sono costati un anno in carcere e poi una condanna con abbreviato. Il gip del tribunale di Salerno, Marilena Albarano, ha deciso due anni e due mesi di reclusione per il 30enne indiano, S.B. L'ambulante abita da anni ad Avellino anche se il suo lavoro lo porta spesso in provincia di Salerno.
Come l'agosto di un anno fa. Quando il giovane, coperto di sangue, era stato soccorso alla stazione di Agropoli sul treno regionale che collega Sapri a Napoli. L'uomo aveva raccontato di essere stato aggredito a Vallo della Lucania. Aveva il volto tumefatto e coperto di sangue.
A soccorrerlo la polizia ferroviaria e il personale del 118. I barellieri, dopo avergli medicato l'occhio, hanno deciso di trasferirlo al pronto soccorso dell'ospedale di Battipaglia. Dove la ferita all'arcata sopraccigliare gli è stata suturata. Dopo l'intervento, delle urla femminili avevano attirato i medici nell'ambulatorio dove il giovane era stato medicato. Il venditore ambulante era ancora avvinghiato alla dottoressa che cercava inutilmente di divincolarsi. «Aiuto! Aiuto! Toglietemelo di dosso!»
Gli agenti, dopo averla liberata, erano intenti a raccogliere la sua denuncia. Ma il giovane, con inspiegabile audacia, aveva tentato di baciare anche una poliziotta. «Si sposti! Si sposti subito!». L'indiano era aggrappato a lei e continuava a toccarle le natiche e il seno. Ci sono voluti altri due agenti, e una guardia giurata, per costringerlo a desistere. Questa volta, proprio per non rischiare l'ennesimo replay, i poliziotti lo hanno ammanettato. Finita? Macché. L'ambulante, con un ultimo slancio, si era scagliato a testa bassa contro gli agenti facendone cadere uno a terra. Prima di essere finalmente fermato e poi portato in commissariato. Lì è scattata l'identificazione. L'indagato aveva un curriculum imponente: spaccio e rapina, oltre che un provvedimento di espulsione, al quale si era sottratto, emesso dal Questore di Salerno. Portato in carcere, a Secondigliano, ci è rimasto un anno. Fino al processo di ieri dove l'indagato è stato assistito dall'avvocato Rolando Iorio.
Il difensore è riuscito a dimostrare l'attenuante della minore gravità, rispetto alla violenza sessuale, e a ottenere la scarcerazione del trentenne. In attesa che si pronuncino i giudici di secondo grado sull'entità della condanna che sarà impugnata.