Due sono stati arrestati perchè si erano da sempre spacciati, essendo ucraini, per polacchi, mentre un terzo, che al contrario non aveva mai nascosto i suoi natali in Ucraina, per coltivazione di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi.
Si tratta, rispettivamente, di un 32enne, un 33enne ed un 39enne che la Squadra mobile ha arrestato e trasferito in carcere, a disposizione del sostituto procuratore Miriam Lapalorcia. E' l'epilogo di un'operazione condotta dagli agenti del vicequestore Emanuele Fattori a Sant'Angelo a Cupolo, dove nel mirino è finito uno stabile nel quale sono stati bloccati i tre cittadini stranieri.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alla vista dei poliziotti il 32enne ed il 33enne hanno esibito delle carte d'identità polacche, risultate del tutto false dopo gli esami della Scientifica di Napoli, con le quali avevano ottenuto in passato documenti d'identità italiani e residenza nel centro sannita. Per entrambi, dunque, l'ipotesi di reato di possesso di documenti falsi validi per l'espatrio.
Le sorprese sono continuate al piano inferiore dell'immobile, dove sono stati trovati il 39enne e la sua famiglia. L'uomo deteneva senza titolo un fucile da caccia tipo doppietta, una pistola lanciarazzi, una bomboletta di gas antiaggressione contenente gas lacrimogeno, alcune munizioni calibro 9X21.
Nella cantina che utilizzava sono stati rinvenuti, inoltre, una serra per la produzione di marijuana con concimi, umidificatori e lampade. Recuperati circa 3 chilogrammi di sostanza già essiccata e 7 piante verdi, oltre a numerosissimi utensili ed attrezzi di cui si sospetta la provenienza illecita.
A carico del 39enne, oltre agli addebiti per droga e armi, anche la denuncia per ricettazione e, in concorso con un altro connazionale, furto di energia elettrica, per un allaccio abusivo alla rete Enel. I tre indagati sono stati condotti, come detto, presso la casa circondariale di contrada Capodimonte, in attesa dell'udienza di convalida dinanzi al Gip. Hanno nominato come loro difensore l'avvocato Gaetano Ciarcia.