«A Napoli, il consigliere comunale per gli extracomunitari voluto da De Magistris, ha un interprete perché non parla l'italiano”. Seguono tre punti esclamativi e un “no comment”. In allegato un articolo in cui si descrive come una farsa l'ingresso in consiglio comunale a Napoli di Viraj Prasanna, cingalese, il primo consigliere immigrato eletto lo scorso 24 luglio dagli extracomunitari napoletani.
Il tweet è firmato dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che ha pubblicato il video del consigliere Viraj aiutato da un interprete per rispondere alle domande di un giornalista.
Già qualche giorno fa la leder di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, non aveva perso occasione per sottolineare il fatto che il consigliere comunale non parlasse bene l'italiano, e giù con una valanga di commenti sui social.
Immediata la replica del consiglio comunale di Napoli, affidata al presidente Fucito. «Può capitare che un extracomunitario validamente eletto chieda, a suo ausilio e senza oneri pubblici, un traduttore. Del resto si tratta di conoscere e praticare la Costituzione ovvero la possibilità di poter svolgere liberamente un mandato elettivo. Dispiace che le istituzioni repubblicane siano abitate anche da chi ignora la Costituzione», ha detto il rappresentante del consiglio comunale di Napoli.
L'attacco di Salvini arriva poche ore dopo che De Magistris, insieme a molti altri esponenti della politica e della cultura come Moni Ovadia, ha presentato in procura a Napoli un esposto sulla vicenda della nave Asso 28 che nelle scorse settimane ha soccorso e poi riportato in Libia un centinaio di migranti, tra cui 5 donne e 5 bambini. I firmatari dell'esposto, una trentina, chiedono all'autorità giudiziaria di verificare se ci sia stato un "respingimento" di migranti, in violazione delle convenzioni internazionali, in particolare della Convenzione Europea per i Diritti Umani e della Carta dei diritti fondamentali dell'UE. La competenza è della procura partenopea perché la società armatrice ha sede a Napoli.
Nell'esposto viene anche chiesto all'autorità giudiziaria di verificare il ruolo che ha svolto il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo.
A depositare la richiesta sono stati gli avvocati Elena Coccia e Danilo Risi. «Lo presentiamo alla Procura di Napoli - spiegano - poiché la società armatrice ha sede a Napoli».
«Il nostro Paese - ricordano i due avvocati - è già stato condannato in passato per illegittimi respingimenti collettivi. Vogliamo che questo non si ripeta e che non si crei un precedente pericoloso che con sotterfugi e gioco dello scaricabarile, sottragga chicchessia, ministri, armatori o comandanti di navi, dal pieno rispetto della legge». «Quando un cittadino del mondo mette piede in Italia o su una nave battente bandiera italiana - conclude l'avvocato - deve sapere che sarà trattato come un essere umano pari agli altri e secondo le regole del Diritto, nazionale e internazionale, è non secondo la legge del più forte che è la negazione del diritto».