Procede l’inchiesta sui ventisette indagati, tra medici e infermieri, per la morte di Raffaele Pastore, 71enne di Maiori deceduto lo scorso 28 luglio nel reparto malattie infettive del Ruggi di Salerno. Un ricovero arrivato dopo una complicanza legata ad un intervento per la sostituzione di una valvola cardiaca. Operazione effettuata due mesi prima in una clinica di Mercogliano. Questo pomeriggio il sostituto procuratore, Roberto Penna, ha conferito l’incarico al medico legale, Giovanni Zotti.
Via agli accertamenti sulla salma
Toccherà allo specialista eseguire l’esame autoptico e tutti gli accertamenti per ricostruire le cause del decesso. L'autopsia sarà effettuata questa sera al San Leonardo di Salerno. I risultati saranno consegnati entro novanta giorni. Dopo l'esame autoptico la salma dovrebbe essere liberata e i familiari potranno organizzare il funerale. Gli accertamenti saranno svolti alla presenza dei consulenti di parte, tra cui i dottori Angelo Raffaele D'Ettore e Marcello Rizzolo per i cinque indagati assistiti dall'avvocato, Olindo Paolo Preziosi. La famiglia della vittima è rappresentata dal penalista, Vincenzo Rispoli.
I dettagli dell'indagine che riguarda tre ospedali
Nel mirino della Procura sono finiti tre ospedali dove Pastore è stato ricoverato prima del decesso. Fra gli indagati dodici lavorano al Ruggi, dieci alla clinica Montevergine di Mercogliano, dove è stata eseguita l’operazione, e cinque al centro riabilitativo dell’ospedale “Criscuolo/don Gnocchi” di Sant’Angelo dei Lombardi. Nella struttura altirpina il 71enne aveva trascorso alcuni giorni di degenza prima di essere trasferito, in gravi condizioni, nell'ospedale salernitano. L’avviso di garanzia, in casi del genere, è un atto dovuto per permettere agli indagati di nominare i propri consulenti di parte.