di Luciano Trapanese
Manifesti 6x3 per mettere alla gogna i consiglieri comunali che hanno votato contro la variazione di bilancio. Un “no” che ha di fatto cancellato tutte le iniziative in programma per il Ferragosto avellinese. Il sindaco Vincenzo Ciampi ha fatto marcia indietro. Si rammarica per quella frase scritta in un post sulla sua bacheca Facebook. «Sono stato infelice nell'espressione e chiedo scusa. Chiaro che i manifesti non ci saranno». Spiega anche la genesi di quelle parole: «Venivo da 36 ore di full immersion per risolvere la delicata questione dell'Avellino calcio. Poi il consiglio comunale e la profonda amarezza per quel voto che toglie agli avellinesi la possibilità di festeggiare in modo adeguato il Ferragosto».
Interviene sulla questione sollevata dall'opposizione sulla variazione di bilancio. E quindi sulle ragioni del “no”. Proprio quelle che hanno poi dato il là all'ormai famigerato post della gogna.
«La variazione proposta – ha dichiarato Ciampi – non riguardava solo il Ferragosto, ma anche l'iscrizione in bilancio di maggiori entrate e maggiori spese per importanti finanziamenti: la verifica di vulnerabilità sismica e la progettazione di eventuali interventi, opera di edilizia scolastica, censimento generale della popolazione, lavori al teatro Gesualdo. Ma non solo le variazioni di bilancio possono essere adottate in giunta, se urgenti e motivate. Salvo naturalmente ratifica successiva da parte del consiglio».
Quindi, possono e non devono. Si gioca tutto qui. Ma se “possono”, per quale motivo l'esecutivo non ha scelto, vista appunto l'urgenza, di bypassare il consiglio? Semplice, non avendo la maggioranza, la giunta avrebbe rischiato, in caso di successiva bocciatura, di incorrere nella Corte dei Conti. Siamo sempre lì: i numeri. E' difficile governare con una netta minoranza di consiglieri.
Anche se su questo il sindaco ripropone la sua tesi. «E' vero, non abbiamo la maggioranza. Ma la città va governata, anche nel rispetto di tutti quei cittadini che hanno votato per me e per il Movimento che rappresento. Ci stiamo tenendo alla larga da scelte più politiche. Stiamo solo proponendo un governo di salute pubblica. E lo facciamo parlando con tutti, senza pregiudizi, e solo e soltanto per il bene della città. Per questo motivo ci aspettiamo la collaborazione di chi siede in consiglio. E quindi ho provato grande amarezza quando, con una scelta per me incomprensibile, ho visto affossare in aula il Ferragosto».
Ha anche parlato di dimissioni: «L'ipotesi è sempre presente. Non solo per me, per qualsiasi amministratore. Ma è un argomento che al momento non ho neppure immaginato di prendere in considerazione».
Poi torna sulla gogna... «Voglio ribadirlo. Ho il massimo rispetto istituzionale per chi opera in consiglio comunale. Su questo non ci deve essere alcun dubbio».
Confessa infine una ingenuità: «Non avremmo dovuto annunciare in conferenza stampa il programma del Ferragosto avellinese con i concerti di Ron e Clementino. Non prima almeno di avere l'approvazione necessaria in consiglio. Ma abbiamo voluto muoverci in piena trasparenza. Raccontare agli avellinesi quello che stavamo progettando».
Qualche parola anche sulla riapertura, parziale del Ponte della Ferriera: «Sono soddisfatto. E' stato chiuso per troppo tempo. I lavori sono andati avanti per un anno, il doppio di quello preventivato. E questo ha creato enormi disagi agli abitanti di San Tommaso e Rione Mazzini e a tutti i commercianti della zona. Voglio comunque ringraziare tutti quelli che hanno lavorato in passato per la realizzazione dell'opera. Noi abbiamo fatto di tutto per velocizzare l'apertura». E con questa frase, il sindaco ha eliminato possibili polemiche. Come quella sulla Bonatti, quando l'opposizione gli ha fatto notare di non essere stato corretto, perché ha inaugurato una strada voluta e realizzata da altri amministratori, senza però ricordarlo.