Avellino

 

 

di Luciano Trapanese

Il sindaco Ciampi ha problemi con la comunicazione. Solo negli ultimi giorni due errori, per sua stessa ammissione. Il famigerato post dove annunciava manifesti 3x6 da affiggere con facce e nomi di chi ha bocciato la delibera che ha stroncato il Ferragosto avellinese. E – sempre per le feste – la comunicazione di tutto il programma prima ancora che fosse approvato in giunta o in consiglio. Ok, è storia. Il sindaco ha chiesto scusa, andiamo oltre. Il punto è un altro: i suoi riferimenti politici, in questo caso il sottosegretario agli Interni, Carlo Sibilia, dimostra che sulla comunicazione – soprattutto oggi che i 5Stelle sono al potere e rappresentano quindi tutti i cittadini oltre che le istituzioni -, c'è un serio problema. Un problema che i social – lo strumento principe per “dialogare” con gli elettori -, amplificano a dismisura. Con effetti anche preoccupanti.

Il post di Carlo Sibilia – ancora sulla sua bacheca – è di qualche giorno fa. Lo abbiamo letto con stupore, indecisi se ignorarlo o analizzarlo con voi. Non entriamo nel merito politico, nelle scelte, nella demagogica querelle tra gli uni e gli altri. E' solo una questione, come detto, di corretta comunicazione. Che oltretutto riguarda un alto rappresentante del governo centrale (e con gravose responsabilità, che riguardano tutti elettori o meno dei 5Stelle).

 

Il post attacca con un significativo: «Grazie a tutti i cittadini onesti che ci stanno sostenendo». Bastava togliere «onesti» e nessuno avrebbe avuto da ridire. Ma supporre che i cittadini (in questo caso gli avellinesi), che per scelte politiche, ideologiche, culturali, storiche, hanno votato altro (anche una civica non espressione del Pd), siano non onesti, è un pregiudizio che chi governa uno Stato o amministra un comune, davvero non può permettersi. Divide la città in buoni e cattivi. Ritenere che chi non vota 5Stelle sia colluso con il peggior passato, un cliente, un corrotto o un corruttore, fa parte dell'élite e così via, ci sembra davvero grave. Non fa altro che spaccare la città in due. Da una parte chi ritiene sbagliato tutto quello che fa Ciampi. E dall'altra chi invece considera tutto giusto. E per entrambe le parti a prescindere dal buon senso. Uno scontro frontale, che cancella ogni tentativo di dialogo. Che ignora tutte le regole della democrazia. Oltretutto sconsigliabile anche per motivi – come dire – strategici: l'esecutivo 5Stelle è netta minoranza in consiglio, dovrebbe includere – senza inciuci ma su obiettivi mirati -, non dividere. Ad oggi la tattica del «noi solo siamo onesti e vogliamo il bene della città», ha ottenuto un solo risultato: compattare un'opposizione che è nettamente sovrastante nei numeri. In città ha fatto di peggio...

Poi aggiunge: «Quelli liberi che non hanno mai avuto un favore dai partiti e che sono liberi e onesti intellettualmente. Quelli che vogliono solo una città che funzioni».

Ma lei, onorevole Sibilia, è davvero convinto che tutti – ribadiamo tutti – quelli che non hanno votato 5Stelle siano iscritti alla lista delle clientele e disonesti intellettualmente? Davvero ci crede? E davvero non immagina che qualcuno (o forse più), tra quelli in perenne caccia di favori, fiutando il “vento del cambiamento” non siano passati ora con lei nell'esercito dei duri e puri?

E poi: «Quelli che vogliono che la città funzioni». Ci scusi, questa è di una banalità disarmante. Conosce qualche avellinese che ritiene meglio vivere in una città dove tutto va alla deriva? Uno sfascio urbano?

Non sarebbe stato più semplice dire: quelli che ci stanno affiancando in un compito difficile dopo anni di cattiva amministrazione (questo è un suo lecito giudizio), per rendere questa città migliore.

Non avrebbe continuato a dividere Avellino in buoni e cattivi. E magari sollecitato alla partecipazione anche chi al ballottaggio non ha votato per Ciampi.

Il post continua (purtroppo), con una frase degna del peggior hater da social (e non di un sottosegretario). «Il nostro unico obiettivo è fare il bene della città (ok, s'è capito: ma sulla carta è l'obiettivo di tutti gli amministratori...), e toglierla dalle mani dei papponi politici mangiatori seriali di babà alle nostre spalle. Gente che ha fatto solo un lavoro nella vita: prendervi in giro».

Abbiamo capito che scrive su un social, abbiamo capito che il Movimento 5Stelle (e prima ancora Berlusconi e i berlusconiani, e prima ancora la Lega, senza contare l'apporto di Renzi e dei suoi gufi), ha sdoganato il linguaggio da bar trasformandolo in consuetudine parlamentare (sigh!), ma che bisogno c'è di definire «papponi politici e mangiatori seriali di babà», tutti gli amministratori che hanno preceduto l'avvento pantastellato al Palazzo di Città? Davvero ritiene che tutti – e ribadiamo tutti – i rappresentanti che sono stati chiamati al governo di Avellino siano definibili in questo modo? E che tutti – ribadiamo tutti – gli elettori che li hanno votati siano della stessa risma. Ma davvero ritiene che Ciampi sia stato votato da chi non ha mai votato prima?

Poi aggiunge: «Sono liberi di dimettersi e far cadere il Sindaco Ciampi. Sindaco del Movimento 5 Stelle. Lo scrivo e lo riscrivo perché so che rosicate ogni volta che lo leggete. Si dimettessero se hanno il coraggio. Sedere incollato alla poltrona. Cozze in via d’estinzione. Per cambiare ci vuole coraggio. I codardi vadano a casa».

Certo, caro sottosegretario, sono liberi di dimettersi. Potrebbe farlo anche il sindaco ottenendo lo stesso risultato: a casa per sempre chi ha amministrato prima. E poi, questo «rosicate», ma davvero ritenete che un normale cittadino avellinese – con le difficoltà economiche di questi anni – sia così preso dalle sorti in bilico del comune? Davvero arrivi a rosicare se c'è Ciampi o Pizza? Giudicheranno da quello che si farà, nel bene e nel male. E con una calma – questa sì – tutta meridionale. Se il sindaco avrà fatto bene, si rivota. Se ha deluso, torni a casa. Ma i rosicamenti...

Noi non abbiamo pregiudizi verso Ciampi. Sulla famosa delibera del Ferragosto non ci siamo espressi nel merito, ma abbiamo ritenuto inconcepibile la gogna per chi si è “permesso” di votare la pregiudiziale. Su questo esecutivo abbiamo un solo dubbio: i numeri. E' difficile amministrare in minoranza (netta), soprattutto se non si cerca il dialogo.

Per il resto si giudicherà alla fine. Ma per favore, eviti di incendiare gli animi, di dividere la città, di suscitare i peggiori istinti. Non servono i like su Facebook per il futuro di Avellino. E neppure gli insulti. E inizi a pensare che ci sono anche tanti onesti che non votano 5Stelle. Le sembrerà strano, eppure è così. Anche ad Avellino.