Avellino

 

 

di Luciano Trapanese

Ciampi ha chiesto scusa, ha detto: quella sui manifesti è stata solo un'uscita infelice, ho il massimo rispetto per le istituzioni. Ebbene, colpo di scena: i 6x3 ci sono davvero. Circolano sulle “vele” (guarda le foto). Avvistati al rione Ferrovia. Dopo un po' sono rientrati. E qui c'è un giallo. Secondo alcuni sono stati momentaneamente ritirati per delle scritte sbagliate (Stefano La Verde è diventato Stefano Preziosi e Movimento si è tramutato in Moviminto). Per il sottosegretario agli Interni, Carlo Sibilia, le cose sarebbero andate diversamente: «Sono in atto intimidazioni ai danni di professionisti incaricati di diffondere informazione ai cittadini avellinesi – si legge sulla sua bacheca Facebook -. Ogni abuso sarà denunciato. Ognuno si prenda le sue responsabilità. Se si può spiegare il no al “Ferragosto Avellinese” lo si faccia tranquillamente. Sono certo che i cittadini capiranno». Letta così, senza riferimenti, dovrebbe significare: qualcuno ha intimidito gli incaricati che avrebbero dovuto far circolare quei manifesti in città.

Se fosse vero, ci sarebbe una conferma: Sibilia avrebbe ordinato la realizzazione e la diffusione di quei manifesti. Lo avrebbe fatto dopo che il sindaco Vincenzo Ciampi aveva chiesto scusa. E quindi – supponiamo – anche all'insaputa del primo cittadino.

Nessuno mette in dubbio la buona fede del sindaco. Ma evidentemente, sulla città che amministra, c'è chi lo scavalca senza problemi, anche a costo di fargli fare una figura non proprio felice. Oltretutto di fronte all'intera città.

Ma le conseguenze potrebbero anche essere peggiori. I consiglieri alla gogna avevano minacciato di querelare il sindaco anche solo per aver evocato i 6x3. Oggi che quei manifesti ci sono, la minaccia di querela potrebbe concretizzarsi. Ma non solo. C'è anche chi – dopo questo episodio – potrebbe annunciare una mozione di sfiducia al sindaco. Una mozione che, con una opposizione che è larga maggioranza, avrebbe anche molte chance di essere votata.

Ma era davvero il caso di forzare la mano? Di fare quei 6x3 e sfidare il buon senso? Tutta la città sa chi ha votato quella pregiudiziale che ha cancellato il Ferragosto, a cosa serve esporre i consiglieri su un manifesto che circola per le strade di Avellino? Qual è l'obiettivo, il significato, quale incomprensibile strategia si nasconde?

Oppure è la solita storia. Muro contro muro. Noi e loro. Buoni e cattivi. Non molto democratico. Anzi, per niente.

Nel frattempo l'assessore alla cultura, Michela Mancusi scrive (sempre su Facebook): «Non so se è vero, ma se lo fosse mi dissocio completamente!». Risponde a stretto giro Luca Cipriano: «Puoi dissociarti solo in un modo se vuoi essere credibile. Dimissioni immediate».