Avellino

 

 

di Luciano Trapanese

Doppio dietrofront del sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi. Prima il post dove annuncia: girerà per la città un manifesto con le facce e i nomi dei consiglieri che con il loro voto hanno bocciato il Ferragosto Avellinese. Poi la retromarcia, il giorno dopo: chiedo scusa, ho usato una espressione infelice, non ci sarà nessun manifesto. E infine: il colpo di scena. Il 6x3 c'è, ci sarà, anzi, è sarà il nostro modus operandi.

Questa la spiegazione del primo cittadino: «Da sindaco della città non ho alcuna intenzione di approfittare del mio ruolo – sottolinea Vincenzo Ciampi, primo cittadini di Avellino -. Tant’è che, dal principio, non c’era alcuna intenzione di fare vele informative (i manifesti che circolano per la città ndr) a nome dell’amministrazione. Ci mancherebbe altro. La comunicazione del Comune è impegnata nel rendere nota, ad esempio, l’apertura della Bonatti, oppure le operazioni fatte per salvare l’Avellino calcio e, ancora, la giornata ecologica e tutti i buoni risultati che stiamo cercando di ottenere con difficoltà e con tutti i nostri limiti di un’amministrazione che si è insediata meno di un mese fa. Tuttavia, non si può certo pensare che il gruppo politico del Movimento Cinque Stelle non possa decidere come comunicare, nella maniera più adeguata, la sua visione politica. Quale sarà il prossimo passo? La richiesta di farci chiudere i nostri profili Facebook? Per favore, basta polemiche. L’unica gogna mediatica che vedo è quella nei mie confronti e nei confronti del Movimento Cinque Stelle. Dimostriamo tutti di avere a cuore il bene di questa città. Noi lo stiamo dimostrando con i fatti. Se devo ricevere critiche, vorrei fossero per il bene della città e non per strumentalizzazioni politiche. Il prossimo comunicato sarà per rendere note le date degli artisti che si esibiranno in città per il Ferragosto avellinese».

E quindi, se abbiamo compreso bene: il sindaco non ha fatto stampare quei manifesti. Quella è una decisione del gruppo politico del Movimento 5Stelle. E che quindi può agire e comunicare come meglio crede, anche in barba di quello che ha detto e che pensa il sindaco della città. Pure a costo di smentirlo, di fargli rischiare una denuncia.

Poi interviene il sottosegretario all'Interno, Carlo Sibilia. E insieme a lui, all'unisono il deputato Michele Gubitosa e il senatore Ugo Grassi. Che evidentemente quei manifesti proprio li volevano: «Le vele informative sono una scelta di libera espressione, una scelta del Movimento Cinque Stelle di comunicare a tutta la città ciò che accade nel consiglio comunale di Avellino. Fatevene una ragione, sarà un modus operandi». A dichiararlo sono il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, il deputato Michele Gubitosa ed il senatore Ugo Grassi. «Fino a prova contraria – proseguono - esprimere la propria opinione nei modi e nelle forme consentite dalla legge non è reato. Non ci risulta che le vele informative siano fuori legge. Forse il problema non è il mezzo ma il contenuto. Ed il contenuto è la pura e semplice verità dei fatti. Otto consiglieri comunali hanno deciso di votare contro il programma di Ferragosto messo in piedi con fatica in meno di 30 giorni dalla giunta Ciampi. Altri 19 hanno pensato bene di astenersi o, addirittura, di assentarsi. Tutto legittimo, per carità. Tuttavia, ora, chi ha preso tale decisione ha l’onere di spiegarla alla città. Non deve spiegarla al Movimento Cinque Stelle. Spiegate agli avellinesi perché avete scelto di affossare la festa più importante e più sentita del capoluogo irpino. E poi, ci sembra strano che nessun attento osservatore politico abbia notato la saldatura di questa votazione tra la sinistra ed i demitiani. Forse, grazie alle vele informative che contengono le facce di tutti questi, se ne renderanno meglio conto. Rassicuriamo comunque tutti: il Ferragosto si farà grazie alle donazioni spontanee di tutti i cittadini, a partire dai parlamentari del Movimento Cinque Stelle».

Un modus operandi, quindi. Tutti i pentastellati avellinesi la pensano così? Neppure per sogno: basta leggere un post di Tiaziana Guidi, nome storico del Movimento ad Avellino: «Dissociatevi dall'iniziativa della vela. Senza se e senza ma. Gli avversari politici si battono con gli argomenti».

E non è la sola a pensarla così.

Piovono le reazioni. La prima è di Luca Cipriano, con un post su Facebook, che chiede di fatto le dimissioni del sindaco.
«Accade l’impensabile - scrive Cipriano -. Invito il presidente del Consiglio comunale Ugo Maggio a sporgere subito formale denuncia per indagare sull’episodio. Se il Sindaco non dice la verità, non può amministrare la città. Se il Sindaco non ha autorevolezza e controllo dei suoi consiglieri e collaboratori, non può amministrare la città. Se il Sindaco non fornisce entro sera una spiegazione vera, valida e credibile, inequivocabile e con tanto di prove, meglio chiuderla qui. Le dimissioni sono l’unica strada, e non solo per l’inaccettabile episodio quanto per l’inaffidabile sindaco che mente alle Istituzioni e quindi all città. Questo è inaccettabile. Un sindaco che mente non è accettabile. Oggi come domani. E pensare che c’è chi si lamentava che sarebbe stato un ferragosto senza botti...»