Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Via le casette dal corso di Avellino. La polizia municipale, guidata dal colonnello Michele Arvonio, ha ordinato lo sgombero degli stand enogastronomici.

Il dirigente dei caschi bianchi ci spiega: «E' stata annullata la delibera per le manifestazioni. Di fatto le casette non avevano più l'autorizzazione per essere montate».

Evapora così, definitivamente, la possibilità di festeggiare anche in ritardo il Ferragosto avellinese. E' stato lo stesso sindaco Vincenzo Ciampi a comunicarlo con una nota. Nella quale adduce le motivazioni della scelta «al clima di scontro che si è venuto a creare». E non risparmia attacchi alle opposizioni (i consiglieri finiti sui cartelloni 6x3 per non aver approvato in aula la variazione di bilancio che ritenevano illegittima. E che era destinata, fra le altre cose, a finanziare anche il ferragosto). Un clima che per il primo cittadino avrebbe minato anche il progetto di “Ferragosto partecipato”. Ora però, promette Ciampi, via con la progettazione degli eventi autunnali e invernali. Sarà, ma a qualcuno l'amaro in bocca è rimasto.

Intanto il sindaco ha altri guai da fronteggiare. Il prefetto, Maria Tirone, ha nominato il commissario, Mario Tommasini, per redarre il bilancio consuntivo del 2017. Entro 30 giorni il documento deve poi essere votato in aula, altrimenti si procederà con lo scioglimento del consiglio comunale. Anche se l'assessore al bilancio, Gianluca Forgione, si è detto sereno: «La Prefettura ha ritenuto di accelerare i tempi. Non è arrivata alcuna prediffida perché la norma non lo prevede. Ci siamo insediati il 25 luglio e siamo al 21 agosto. Avevamo già evidenziato alcuni aspetti che incidevano sul disavanzo. Il commissario troverà un lavoro già avviato. Chi in aula non approverà il documento se ne assumerà le responsabilità». Assisteremo a un epilogo diverso rispetto alla votazione sulla variazione del Ferragosto?