Ha sostenuto di aver comprato quella pistola un anno e mezzo fa a Napoli, in preda ad una crisi depressiva scatenata dalla morte della madre. Una perdita che l'aveva gettato nel più completo sconforto, al punto da pensare di farla finita. Ecco perchè aveva in casa quella calibro 38 che i carabinieri della Compagnia di Montesarchio avevano rinvenuto, avvolta in un panno, nell'armadio della camera da letto.
Assistito dall'avvocato Mario Cecere, ha provato a difendersi così Giuseppe Luciano, comparso questa mattina dinanzi al giudice Simonetta Rotili, che ha convalidato l'arresto ed ha confermato i domiciliari – la misura chiesta dal sostituto procuratore Donatella Palumbo – per l'uomo, che ha scelto di essere processato con rito abbreviato. La direttissima proseguirà il 17 settembre.
Come si ricorderà, nel corso della perquisizione, che in precedenza aveva interessato anche altri appartamenti dello stesso stabile, i militari avevano anche sequestrato tre televisori (ed altri oggetti) risultati rubati a San Martino Valle Caudina. Materiale che il 38enne – questa la versione che avrebbe offerto – custodiva per conto di altre persone di cui non ha però indicato i nomi.
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