E' uno degli “immortali” che hanno regalato un sogno indimenticabile all'intera città di Benevento, compiendo il doppio salto dalla Lega Pro alla serie A che gli ha permesso di marchiare a fuoco il proprio nome nella storia del sodalizio giallorosso. Walter Lopez oggi veste la maglia della Ternana, ma non ha mai smesso di pensare alla Strega, seguendone costantemente le sorti. E' anche un doppio ex di Benevento – Lecce, sfida che aprirà il campionato di serie B per le compagini giallorosse e proprio in vista della prima giornata ci ha esposto le sue sensazioni sulla rosa di Bucchi:
“E' stata costruita una squadra per cercare di tornare subito in serie A. Sono certo che come minimo sarà protagonista, anche perché è stata affidata nelle mani di un grande allenatore. Il Lecce? Affronterà questa cadetteria con l'entusiasmo delle neopromosse. Entrambe le piazze vantano una tifoseria importante e sicuramente al Vigorito ci sarà tanta gente. A livello di organico il Benevento ha qualcosa in più e penso che in questa prima stagione i salentini avranno come obiettivo la salvezza”.
Tra l'altro a Lecce giocano i tuoi ex compagni Lucioni, Falco e Venuti.
“Si, ho sentito Lucioni subito dopo il suo addio al Benevento. Sono scelte che ognuno fa. Falco conosce bene la piazza e sono certo che faranno benissimo”.
E' stato costruito un giusto mix tra giovani e calciatori esperti. Conosci qualcuno dei nuovi arrivati?
“Ho giocato contro la maggior parte di loro e devo dire che sono tutti forti. Il migliore acquisto di Foggia, però, è stato confermare Viola. E' una pedina troppo importante per il Benevento”.
Hai vissuto un passato importante sia a Benevento che a Lecce. Cosa ti hanno lasciato queste due realtà?
“Benevento è una piazza che mi ha dato tanto, alla quale mi legano ricordi bellissimi. Ancora oggi sono a stretto contatto con persone che ho conosciuto nel Sannio. Ci tenevo tantissimo a tornare. Lecce, invece, è la città che ho scelto per vivere. Ho tanti amici e mi sento leccese. E' la mia seconda casa. Che dire, per me sono due realtà troppo importanti che saranno sempre nel mio cuore”.
Sei uno dei calciatori che ha conquistato la serie A. Secondo te cosa è mancato per la salvezza?
“Quando parti così male è sempre difficile rimetterti in carreggiata. Io penso che se hai un gruppo che ti fa vincere il campionato di Lega Pro dopo 87 anni e lo stesso ti porta in serie A, vuol dire che meritava qualcosa in più. E' facile parlare dopo, ma se confermi l'undici titolare della B e ci aggiungi altri elementi di categoria, credo che la salvezza sarebbe stata alla portata. In un anno sono state costruite due squadre. Tutti sanno che quei calciatori che hanno vinto i due campionati erano troppo attaccati alla maglia e lo si vedeva chiaramente in campo. Lottavamo su ogni pallone per regalare gioie alla piazza”.
E di quel gruppo storico sono rimasti soltanto Gori e Del Pinto.
“Con Ghigo non mi sento da un po', mentre con Del Pinto ci scambiamo spesso dei messaggi. Sono rimasto in buoni rapporti con tutti, ciò vuol dire che mi sono comportato sempre bene”.
Adesso sei a Terni. Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
“Sono molto contento di questa scelta perché ho trovato una buona squadra e una società seria. Ho tanta voglia di vincere e spero che qui possa ripetere la cavalcata fatta con il Benevento”.
Cosa ti senti di dire ai tifosi sanniti?
“Gli auguro il meglio. Hanno dimostrato di meritare la serie A, tanto che tutta Italia li ha elogiati. L'altro giorno ho visitato le cascate della marmore e anche lì ho trovato dei tifosi pronti a salutarmi. Sono cose che mi porterò dietro per sempre. Spero di venire qualche volta allo stadio per riabbracciarci e vedere la Strega tutti insieme”.
Ivan Calabrese