di Simonetta Ieppariello
Morire per nulla. Forse uno spintone involontario nella calca di una sera d'estate avrebbe scatenato la violenza, che ha portato alla morte di un giovanissimo in una notte di movida. Sarebbe bastato, forse, tanto poco per far sfoderare il coltello dalla tasca di un ragazzino di soli 19 anni che se ne stava in vacanza a Diamante, in Calabria.
E’ morto così il 23enne Francesco Augieri. A distanza di quattro giorni il presunto assassino si è costituito. Accompagnato dal padre e dal suo avvocato, ai cancelli del carcere di Secondigliano ha bussato Francesco S., 19enne napoletano, già noto alle forze dell'ordine per aver compiuto furti nelle scuole. «Voglio costituirmi», ha spiegato agli agenti della Penitenziaria, che immediatamente lo hanno preso in custodia avvisando l'autorità giudiziaria.
Il giovane indiziato, sulle cui tracce erano i carabinieri della Compagnia di Scalea, con il coordinamento del Procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni, presentava ferite al volto che avvalorebbero il suo pieno coinvolgimento nella lite nata per futili motivi nelle vie antistanti il centro storico di Diamante.
Gli investigatori, infatti, sarebbero adesso sulle tracce di altre persone che avrebbero preso parte alla rissa. Nei confronti del diciannovenne campano la Procura di Paola ha emesso un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto firmato oltre che dal procuratore Bruni anche dal sostituto Francesca Maria Cerchiara. I militari di Scalea, che erano sulle tracce del ragazzo, con il supporto dei colleghi della Compagnia di Napoli Stella, hanno effettuato numerose perquisizioni domiciliari a casa di suoi parenti e amici.
Secondo una primissima ricostruzione la sera del dramma Augeri avrebbe avuto un diverbio con il gruppo capeggiato dal fermato a causa di una spinta involontaria.
Successivamente si sarebbe verificata una nuova discussione, ancora più accesa, nella piazzetta dove dalle parole si sarebbe passati alle vie di fatto, venendo alle mani.
Sarebbe spuntato il coltello che avrebbe inferto colpi all'amico di Augeri e ad Augeri stesso. Il presunto assassino si è costituito nel giorno in cui, a Cosenza, sono stati celebrati i funerali di Francesco Augieri.
«Ci hai lasciato all'improvviso ma il tempo non cancellerà il tuo sorriso». Sono le parole scritte sullo striscione apposto dagli amici all'uscita della chiesa della Madonna di Loreto, a Cosenza, dove sono stati celebrati i funerali di Francesco.
Il funerale è stato celebrato da monsingore Salvatore Nunnari, arcivescovo emerito della diocesi, assieme il padre vicario e i sacerdoti delle città di Cosenza e Diamante.
«Hai perso la tua vita - ha detto un amico del ragazzo durante la cerimonia funebre - per difendere un amico. In questi giorni ho rivissuto tutta la nostra vita insieme, le lezioni di dialetto, le passeggiate a Cosenza e poi a Napoli. La tua famiglia, i tuoi cari, devono sapere che io ci sarò sempre per loro. Tra amici funziona così, ci si aiuta sempre e comunque. Mi dispiace che non ce lo siamo detti abbastanza».
Un lungo applauso ha accompagnato il feretro all'uscita della messa. Accesi anche alcuni fumogeni rossi e blu in ricordo della fede calcistica del ragazzo, tifoso del Cosenza.