Tranquilli, il titolo non si riferisce al centrocampista del Benevento, ma alla categoria vera e propria nella quale milita la compagine giallorossa. Abbiamo giocato con il nome del nuovo sponsor di una serie B sognata per tanti anni, immagine di un calcio di alto livello, improvvisamente diventata simile a quell'inferno che fino a qualche anno fa si chiamava Lega Pro. Il secondo campionato italiano mostra il suo fascino solo per la vicinanza alla massima serie, ma nulla di più. Dopo l'addio di Abodi, c'è stato un netto passo indietro con l'estate nera (che ancora perdura), l'esordio e le polemiche legate a Dazn (copia migliore di Sportube) e la ciliegina sulla torta rappresentata da quanto accaduto a Cosenza, dove una gara di serie B – lo rimarchiamo: serie B – non si è giocata per l'impraticabilità di un campo che si farebbe fatica a vederlo anche nelle categorie minori.
E' una storia che rimanda a un anno fa, quando il Benevento preparò tutto alla perfezione, lavorando giorno e notte, presentando alla serie A un terreno di gioco in eccellenti condizioni in poche settimane, oltre ai lavori effettuati alla tribuna. All'epoca ci furono storie per qualche bullone in meno, questa volta invece si parla di un terreno di gioco totalmente inadeguato che sottolinea il senso di frustrazione che sta nascendo attorno alla categoria, anche perché questo gioverebbe al Verona tre punti comodi in chiave classifica che potrebbero essere rilevanti in un campionato così equilibrato. L'incubo non è ancora finito, dato che il 7 settembre è cerchiato in rosso sui calendari di tutti. Una nuova rivoluzione (possibile) a campionato già in corso rappresenterebbe il capitolo finale di una delle peggiori estati del calcio italiano. Eppure gli appassionati vogliono solo rispetto e normalità, chiedono troppo?
Ivan Calabrese