Benevento

Il braccio di ferro sull'uso del panino in classe alla fine lo hanno vinto le 50 famiglie di Benevento che hanno presentato il ricorso. Il sindaco Mastella e la sua linea intransigente che imponeva il divieto di portare cibo da casa sono stati battuti anche davanti ai giudici amministrativi del Consiglio di Stato, che con sentenza hanno dichiarato nullo il divieto del comune. Una vera beffa, visto che a proporre il ricorso al Consiglio di Stato, avverso la sospensiva concessa dal Tar, era stato proprio l'esecutivo guidato da Mastella.

La guerra a colpi di carta bollata, come si ricorderà, era iniziata lo scorso anno, quando il Comune ancora si dibatteva sul rinnovo del servizio di mensa, da affidare attraverso una nuova procedura. Nelle more di una gara pure controversa, il Comune aveva ritenuto legittimo vietare l'uso del cibo portato da casa, teoricamente meno garantito rispetto a quello della mensa scolastica. Una sorta di obbligo a far ricorso al pasto pubblico che era stato “mal digerito” da un gruppo nutrito di genitori. Prima le polemiche poi il ricorso al Tar. Siamo nel marzo del 2017.

I giudici amministrativi, ritenendo il ricorso accoglibile, avevano disposto per la sospensione dell'ordinanza Mastella e il Comune era già stato costretto a fare retromarcia, consentendo, in attesa di sentenza, l'uso del pasto da casa ma solo rispettando rigidi protocolli garantiti, scuola per scuola, dai vari dirigenti scolastici. Siamo ad aprile del 2017. Nel frattempo, anche la mensa scolastica aveva dovuto fare i conti con i contenziosi giudiziari e soltanto ad anno scolastico inoltrato il servizio era stato avviato in alcuni istituti cittadini, scongiurando il rischio, proprio per quest'anno scolastico, di perdere i fondi relativi ai dipendenti della mensa e degli insegnanti di copertura per il tempo prolungato.

Questa sentenza del Consiglio di Stato mette la parola fine su un contenzioso che riguardava anche altre città italiane.