di Andrea Fantucchio
Chiesto il processo per i 41 indagati coinvolti in una presunta associazione a delinquere specializzata nel piazzare abusivamente prodotti finanziari e quote di crowdfunding in tutta Europa. Una delle società nell'inchiesta della Procura di Como, la Larefer ltd, era ad Avellino. Sei gli indagati irpini. L'udienza preliminare è fissata per il prossimo 23 ottobre. Sarà il gup a dover decidere se spedire gli indagati a processo. Di seguito le contestazioni per gli indagati irpini.
M.M., 56 anni, e G.V., 68 anni, hanno ottenuto il dissequestro dei dispositivi informatici sequestrati, il cui contenuto è stato acquisito dagli inquirenti. Secondo i magistrati gli indagati avrebbero collocato prodotti finanziari di investimento emessi dalla Larefer ltd. Sono 662 i contratti rinvenuti ad Avellino dalla finanza negli uffici di via Moccia. E avrebbero incassato parte delle provigioni per stipulare accordi in favore di Larefer ltd. Società finita al centro degli accertamenti della polizia tributaria avellinese, diretta dal tenente colonnello Gennaro Garzella.
A.D.A., 54anni, di Monteforte Irpino, era addetta alla contabilità, e secondo l'accusa avrebbe promosso la raccolta di 44mila 800 euro per la conclusione di 13 contratti di investimento con la Larefer ltd. Per lei una provvigione del 30 per cento con un guadagno di 13.500 euro.
Una posizione più marginale, nell'inchiesta, è ricoperta dagli altri quattro indagati irpini. Sono accusati di aver offerto prodotti finanziari per società non autorizzate a operare in Italia. Sotto indagine sono finiti M.L, 54 anni , di Santo Stefano del Sole, D.L., 48 anni , di Atripalda, A.M., 51 anni , di Ariano Irpino e A.A., 31 anni, di Avellino.
Nelle 168 pagine dell'ordinanza di sequestro preventivo si legge che l'associazione aveva quattro capi-struttura con consulenti finanziari di riferimento. La gestione delle somme raccolte, il pagamento di rendite agli investitori italiani e le provvigioni ai singoli agenti, sarebbero avvenuti attraverso una piattaforma finanziaria chiusa, la Asap World. Piattaforma che avrebbe consentito di gestire le operazioni monetarie di trasferimento delle somme di denaro in modo non tracciabile, attraverso l'uso di carte di pagamento anonime.