di Andrea Fantucchio
Violenza sessuale sul figlio di dodici anni. Chiuse le indagini su un 41enne di Atripalda che abita in Alta Irpinia (non indicheremo il paese per tutelare il minore). L'uomo, rappresentato dall'avvocato Danilo Iacobacci, ha venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogato dal pm. Poi il pubblico ministero, Luigi Iglio, deciderà se chiedere il processo.
L'indagine è scattata a luglio del 2017. Il bambino ha raccontato che in più occasioni il padre gli avrebbe sfilato i pantaloncini per poi toccarlo sui genitali. E strusciarsi contro di lui mentre erano nel letto matrimoniale. Il dodicenne ha anche descritto una gita “particolare” a Salerno, in compagnia del papà. L'indagato, quella volta, avrebbe fatto sesso con una donna sul sedile posteriore dell'auto, mentre davanti c'era il bambino.
Erano così scattate le manette ai polsi del 41enne. Così come richiesto dal pubblico ministero che aveva delegato le indagini al commissariato di Sant'Angelo dei Lombardi.
Il 41enne ha sempre respinto ogni accusa. Interrogato dal gip, Paolo Cassano, ha spiegato che la reazione del figlio sarebbe legata un risentimento nei suoi confronti, maturato dopo che i servizi sociali gliel'avevano portato via. Ha aggiunto di non aver mai fatto sesso con una prostituta mentre il bambino si trovava in un'auto. L'uomo era stato scarcerato e la sua misura cautelare attenuata.
L'indagine è basata in larga parte sulle dichiarazioni del dodicenne, ritenute attendibili dal consulente della Procura. Per la difesa è invece significativo che il bambino, dopo aver raccontato le violenze, le abbia ritrattate, aggiungendo di voler tornare a vivere con il padre. Proprio su questi aspetti controversi dovrà esprimersi il gup se il pubblico ministero chiederà il rinvio a giudizio dell'indagato.