Confermato il sequestro di 5 dei 6 depuratori a Benevento - contrada Capodimonte -, Melizzano, Apollosa, Arpaise (due) e Moiano.
Il Riesame (presidente Rotili) ha infatti respinto i ricorsi presentati dagli avvocati Tiziana Tarantino e Umberto De Falco, che assistono Pietro Ferrari e Gianluca Luciani, legali rappresentanti della Gesesa e della Eco2001, le due società che gestiscono, la prima gli impianti di Benevento e Melizzano, di Apollosa ed Arpaise l'altra.
Nessuna istanza di Riesame è stata invece depositata per Moiano, dove il Comune ha scelto un iter diverso perchè sono stati affidati i lavori per il rifacimento dell'impianto.
Il sequestro, ordinato dal gip Flavio Cusani, era scattato lo scorso 27 luglio nell'ambito dell'indagine bis sull'inquinamento dei fiumi. Un'inchiesta diretta dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, dal sostituto Donatella Palumbo, e coordinata dal procuratore Aldo Policastro, condotta dai carabinieri - forestali di Benevento e dalla capitaneria di porto di Torre del Greco.
Il provvedimento, come si ricorderà, era stato adottato per la “cattiva gestione e manutenzione degli impianti di trattamento dei liquami fognari e dalla loro inadeguatezza strutturale”. Di qui il coinvolgimento delle società di gestione, che avrebbero offerto “un servizio di qualità inferiore rispetto ai contratti stipulati”.
Tutto ciò avrebbe avuto come conseguenza, a cascata, “l'abusiva compromissione ed il deterioramento dei corsi d'acqua naturali – il Calore ed il Sabato -, delle rive e dei suoli”. I risultati delle analisi effettuate sui campioni avrebbero restituito la presenza “oltre i limiti di legge di sostanze inquinanti come azoto ammoniacale, tensioattivi totali, solidi sospesi, Cod, Escherichia coli”.
Inquinamento ambientale e frode nelle pubbliche forniture, queste le ipotesi di reato contestate in un'inchiesta che, supportata dalle conclusioni di un consulente tecnico, avrebbe fatto emergere il malfunzionamento dei depuratori.
Esp