L'urgenza della messa in sicurezza del sito contaminato di Piano Borea di Benevento era stata certificata un anno fa, quando, eravamo ai primi giorni di giugno, il Tar – accogliendo le ragioni della provincia – dirimeva la questione “proprietà” della discarica e quindi attribuiva, senza alcun dubbio, l'onere dell'intervento all'amministrazione comunale.
Dopo un anno e qualche mese, da palazzo Mosti la prima iniziativa concreta, comunicata al termine di una riunione operativa per fare un aggiornamento sui provvedimenti adottati, e in corso adozione, a seguito delle risultanze delle analisi effettuate sui campioni della caratterizzazione prelevati in contraddittorio con l’Arpac presso l’ex discarica di Piano Borea.
Discarica che, com’è noto, fu chiusa ai conferimenti il 31 marzo 2001 e successivamente posta sotto sequestro da parte della magistratura.
Nel corso dell’incontro, i funzionari del Settore Ambiente hanno informato i partecipanti che, preso atto dei risultati delle analisi e in attesa della relativa validazione da parte dell’Arpac, hanno comunque avviato la procedura di travaso del percolato e di apposizione dei teli sui due invasi al fine di evitare eventuali infiltrazioni d’acqua.
Il procedimento si concluderà, previo il rilascio delle relative autorizzazioni da parte degli organi competenti, con la bonifica definitiva del sito e la sua restituzione all’esercizio ordinario.
E' una risposta operativa alle difficoltà che si sono presentate dopo i ripetuti incendi allo Stir, unico impianbto deputato ad accoglòiere la frazione indifferenziata dei rifiuti prodotti dal Sannio. Ma i tempi per la riapertura di Piano Borea non saranno brevi. L'iter autorizzativo da seguire quasi mai riesce ad integrarsi con immediatezza alle esigenze reali dei territori e, quando lo fa, spesso deroga, trasformando una struttura prettamente locale a sversatorio regionale, con i guasti che ne conseguono.