di Simonetta Ieppariello

«Riposa in Pace. Morto due volte, anzi, assassinato due volte, dalla mano del giovane criminale che ti aggredìì e dallo Stato che non ti ha protetto». È il commento lasciato sui social dal presidente emerito dell’associazione nazionale guardie particolari giurate Giuseppe Alviti, dopo la morte di un collega.
Gennaro Schiano fu aggredito quattro mesi fa presso la stazione della Cumana di Trencia, a Pianura: è morto sabato scorso dopo quattro mesi di agonia. Aveva 64 anni ed era residente a Quarto. 
«Il vigilante non era una guardia giurata - continua Alviti - ma un operatore non armato dei servizi fiduciari, e venne aggredito da un 18enne di Pianura lo scorso 8 maggio». Il giovane lo colpì con una ginocchiata alla testa e l’uomo perse i sensi sbattendo rovinosamente il capo su un marciapiede.

Questo, dunque, il duro commento del Presidente. Schiano venne pestato a sangue dopo un diverbio con un giovane di 18 anni.

Il vigilante era un operatore non armato quindi dei servizi fiduciari venne aggredito da un giovane di 18 anni di Pianura lo scorso 8 maggio. Il giovane lo colpì con una ginocchiata alla testa e l’uomo perse i sensi e sbattette rovinosamente il capo su un marciapiede.

E non è il primo morto tra i lavoratori di un comparto così ad alto rischio. Sono tre minorenni i responsabili della morte della guardia giurata Francesco Della Corte, aggredito a colpi di bastone lo scorso 3 marzo mentre stava chiudendo la stazione della metropolitana di Piscinola, a Napoli, e deceduto due giorni fa in ospedale. I tre, due 16enni ed un 17enne, vennero fermati dalla Polizia con l’accusa di tentata rapina e omicidio doloso. I ragazzini confessarono l’aggressione e vennero portati nel carcere di Nisida. 

Il vigilante Della Corte, 51 anni di Marano, fu ripetutamente picchiato e ferito alla testa mentre stava effettuando gli ultimi controlli prima di chiudere il cancello d’ingresso alla stazione della metro. Quando i poliziotti del commissariato di Scampia arrivarono alla stazione di Piscinola, lo trovarono inginocchiato vicino all’auto della società per cui lavorava – la Security Service – con il viso completamente insanguinato e una vistosa ferita in testa. In un cassonetto nei pressi dell’auto gli agenti trovarono un bastone di legno e la borsa di Della Corte. Portato all’ospedale Cardarelli e operato d’urgenza al cervello, il vigilante era stato tenuto in coma farmacologico, ma nella notte tra giovedì e venerdì è morto.

Gli uomini del commissariato di Scampia sono risaliti ai due sedicenni e al diciassettenne sia attraverso le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza sia grazie ad una serie di intercettazioni e di interrogatori di persone sospettate di aver avuto un ruolo nella vicenda. I tre, secondo quanto ricostruito, avrebbero atteso l’arrivo del vigilante alla stazione della metro per impossessarsi della pistola e poi, armati di due piedi di un tavolo in legno trovati in strada, lo hanno aggredito alle spalle, colpendolo ripetutamente alla testa. I ragazzini non sono però riusciti a prendere l’arma poiché Della Corte la teneva ben nascosta in una tasca della giacca.

"Lotterò con tutta me stessa per avere giustizia la morte di Franco non può restare impunita. Nessuno deve dimenticare quello che è accaduto", raccontò  Annamaria, la moglie di Franco Della Corte.
"Franco ha lottato con tutto se stesso, voleva vivere - piange Anna Della Corte, sorella della vittima - ha sofferto tanto " . Arriva il vicesindaco Raffaele Del Giudice. "Le istituzioni devono darci sicurezza - chiedono i familiari - Oggi è Franco, domani potrebbe essere qualcun altro. Indagate, aiutateci a trovare i colpevoli. Non possiamo vivere così, sempre in guerra " . Chiedono più forze dell'ordine nelle stazioni. "Noi siamo disponibili ad intervenire - risponde Del Giudice - ma non ce la facciamo da soli, deve intervenire il governo. Abbiamo pochi vigili urbani, pochissime forze dell'ordine. La sicurezza va affrontata con i controlli, non solo con la prevenzione. Non possiamo non ascoltare il dolore straziante di una famiglia. Uno scatto va fatto dopo questo episodio " .