di Andrea Fantucchio
Alla fine, come previsto, sono arrivate le denunce per le otto persone coinvolte nella rissa avvenuta ieri mattina in un centro di accoglienza di Prata di Principato Ultra (Avellino). Gli scontri sarebbero riconducibili a futili motivi di convivenza fra migranti e operatori. La chiamata ai carabinieri era partita intorno alle 10 di mattina: "Presto, venite a Prata, una rissa". Le urla non sono passate inosservate in paese e numerosi curiosi si sono assiepati intorno al centro di accoglienza. Richiamati in massa proprio dall’arrivo, a sirene spiegate, dei carabinieri della stazione di Pratola Serra.
Alcuni ragazzi coinvolti nella rissa hanno deciso di farsi medicare. Nessun ferito grave, per fortuna: una prognosi di pochi giorni per tutti. L’indagine è stata coordinata, per competenza territoriale, dalla compagnia dei carabinieri di Mirabella Eclano, guidata da capitano Domenico Signa. I militari hanno interrogato alcuni dei ragazzi coinvolti dalla rissa e altri testimoni. E sono presto arrivati all’identificazione di quelli che ritengono gli otto responsabili dell’accaduto. Gli indagati sono accusati a vario titolo del reato di rissa e di lesioni aggravate.
A febbraio di quest’anno un altro episodio analogo è stato registrato in un centro di accoglienza di Paternopoli. Scontri fra gruppi di migranti che hanno costretto alcuni ragazzi a ricorrere alle cure mediche. La sicurezza e i servizi offerti dai centri d’accoglienza sono spesso nel mirino dell’opinione pubblica. Proprio ora che il Governo sta affrontando la questione migranti. Da un lato l’ala leghista dell’esecutivo minaccia la chiusura dei porti e dell'altro annuncia di voler realizzare un piano di distribuzione dei migranti fra quelli già ospitati sul territorio. Per poi attivare le pratiche di rimpatrio.