Alto Calore di nuovo nel mirino della Corte dei Conti della Campania. Ieri mattina i militari del nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle hanno acquisito alcuni atti al Comune di Avellino. Fra i documenti richiesti anche quelli su numeri e costi che riguardano i canoni di depurazione del Comune di Avellino nel rapporto con Alto Calore. L'accertamento rientra in nuova indagine della Corte dei Conti contigua a quella che ha portato alla citazione a giudizio di quattordici fra ex amministratori e dirigenti dell’Ente di Corso Europa. A riportare la notizia, della “visita” delle fiamme gialle al Comune di Avellino, è il Quotidiano del Sud.
Il decreto di acquisizione degli atti inerenti anche i canoni di depurazione è stato firmato dal pm Ferruccio Capalbo, lo stesso magistrato che ha coordinato le indagini su Alto Calore in relazione proprio a presunti canoni non riscossi. Un’indagine che, secondo quanto emerso dagli accertamenti della guardia di finanza, metterebbe a nudo l’inefficienza del recupero di molti crediti da parte degli uffici di Alto Calore.
Adesso, per quanto riguarda questa nuova inchiesta, non è escluso che gli accertamenti si estendano anche ad altri comuni irpini. L’indagine è infatti solo nella sua fase iniziale. In estate la Guardia di finanza aveva anche notificato un avviso al presidente del Cda di Alto Calore, Michelangelo Ciarcia, al presidente della provincia, Domenico Gambacorta e al sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, per spingerli, alla luce dei ruoli istituzionali ricoperti, a far cessare le contestazioni oggetto dell’indagine. L’articolo citato nel documento ribadisce infatti “l’obbligo per la pubblica amministrazione di realizzare tutte le iniziative necessarie a evitare l’aggravamento del danno economico, adottando gli atti amministrativi necessari a evitare la continuazione delle condotte illecite”.