Benevento

ZERO: Al circo Orfei di Venezia. Direte voi…che ci azzecca u circo mo’? Ah, ma perché quello di Venezia non era un circo anziché un campo di calcio? Impalcature per gli spettatori, servizi igienici molto spartani, caldo asfissiante….ci mancava solo il tendone coperto e abbunanema e Moira che asceva cu nu tupp’ ngap’ e stemm’ appost.

UNO: Al tentativo di buona volontà di organizzare il trasbordo PER GLI OSPITI via canale da Marghera allo stadio. Un parcheggio dedicato nel quale  non c’é un cestino per gettare carte o bottiglie, traghetti che smettono il sevizio trasporto un’ ora e mezza prima dell’inizio dell’incontro (poco ci è mancato che ce la dovessimo fare a nuoto). E poi la bruttissima sensazione di sentirsi stipati come in un carro bestiame, fra fumo, sudore, umidità della laguna che trasformano i 45 minuti di navigazione in un mini calvario.

DUE: I minuti intercorsi fra il loro 1-2 e d il nostro 1-3. Meno male; troppo molle l’approccio al secondo tempo che poteva produrre risultati peggiori se non ci fosse stato il Tello di turno. Passare dal possibile 0-3 del 45esimo al 1-2 del 49esimo può essere deleterio da un punto di vista psicologico se non si rimettono poi le cose a posto subito.

TRE: i secondi in apnea con principio di attacco cardiaco che tutti i tifosi sanniti presenti al Penzo , ma anche tutti quelli davanti alla tv o al pc avranno avuto al minuto 89 su uno degli ultimi attacchi Veneziani, con tiro comodo da centro area ben parato a Puggioni. Per una attimo si stava per ripetere la partita col Lecce a parti invertite. Meno male che così non è stato e tutti abbiamo potuto esplodere la nostra gioia al fischio finale.

QUATTRO: ho letto commento discordanti su di lui e sono del parere che gli vadano concesse le attenuanti del caso tipo quello di ritrovare il campo dopo tempo immemorabile, ma personalmente il Billong visto ieri al sottoscritto non è piaciuto. Soprattutto nella ripresa mi sembrava in evidente affanno di condizione ed ha buttato via e male un paio di palloni che potevano avere effetti devastanti. Da uno che vanta anche delle presenze in Champions League ci si aspetta molto molto di più.

CINQUE E SEI: Leggi questi   due numeri e li associ ad una sola parola ovvero GOL. Due partite, sei quelli fatti, cinque i subiti. Ed a pensarci bene tranne il primo col Lecce gli altri subiti sono più frutto di nostri demeriti e disattenzioni che vere perle avversarie. Se si riuscirà a migliorare questo aspetto potremo davvero divertirci; al momento  ci tocca soffrire ed incrociare le dita ogni volta che il pallone arriva dalle parti della nostra area di rigore.

SETTE: A Puggioni. Ieri sera attento e preciso. Si produce i un paio di parate plastiche ed in alcune prese a terra difficili come la parata all’ultimo minuto. Troppo spesso gli sono state mosse critiche, anche da chi vi scrive, ma ieri sera c’era e si è visto. Ha pure azzeccato un passaggio di 50 metri innestando un contropiede nel secondo tempo. Cosa volere di più?...

OTTO: Udite udite siamo a 5 uscite ufficiali ed il bottino parla di 4 vittorie ed un pareggio. Certo, alcune erano poco più che un allenamento (Imolese o la Rometta sperimentale), ma Udine e Venezia sono due squilli esterni pesanti intervallati da una rimonta pazzesca contro il Lecce. Rispetto alle mazzate rimediate in lungo ed in largo lo scorso anno direi che è un ottima inversione di tendenza. Rientrare in piena notte, morti di sonno, stanchi e sudati, magari anche affamati ed assetati non ha importanza se si è conquistata l’intera posta in palio. Diciamocelo francamente, con 3 punti in tasca pur u viagg par cchiù leggier’…

NOVE: A Bandinelli; una doppietta che Strega la laguna. Un piattone di controbalzo di precisione ed una cagliosa siderale che affondano (è proprio il caso di dirlo) i lagunari. La ciliegina sulla torta è la splendida azione che lo ha visto protagonista assoluto nel gol di Tello; Che dire…speriamo continui così- Abbiamo bisogno di un tiracagliose come lui, soprattutto quando potremo incontrare squadre arroccate nei propri 16 metri.

DIECI. Ad un amico che non c’è più, ovvero Antonio Buratto. Ci sarebbe stato anche ieri con la sua passione ed oggi avremmo ancora letto le sue venti righe sulla ROSA. Apprezzava molto questa mia rubrichetta molto leggera. Me lo aveva confessato tempo fa nel corso di una chiacchierata per il corso. Mi disse che avevo creato un bel mix di ironia e dialetto che lo faceva spesso sorridere. Da lassù leggiti pure questo scritto odierno e fatti una risata, sarò contento di avertela provocata. CIAO ANTO’

Chiudo questa mia prima "faticata" con una riflessione che mi riporta al voto zero in merito al Circo/Stadio ovvero.... Bandinelli nel primo tempo ha tirato il pallone fuori lo stadio. Ma  in quel caso i raccattapalle hanno la gondola o u canott' p'arricoglie i pallun???? 

Scugnizzo 69