di Andrea Fantucchio
Sono stati assolti i cinque medici irpini citati per aver prescritto farmaci a carico del servizio sanitario in violazione della relativa indicazione terapeutica. Lo ha stabilito una sentenza della Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Campania. L'Asl di Avellino aveva contestato a cinque medici di famiglia un danno erariale di circa 20mila euro. I giudici, invece, non hanno ravvisato alcuna irregolarità e hanno assolto Vincenzo Biancardi di Avella, Vincenzo De Cristofaro di Torre le Nocelle, Salvatore Storti di Manocalzati, Sabino di Rito di Atripalda, tutti difesi dall'avvocato Nicola Iannarone, e Antonio Bossone rappresentato dal legale, Donato Cicenia.
Al centro delle contestazioni c'erano prescrizioni medica effettuate fra il 2009 e il 2014. In un passaggio della sentenza i giudici spiegano che «affinché il medico possa assistere il paziente al meglio, deve essere riconosciuto un margine di discrezionalità nella gestione della discrepanza che si può verificare fra le condizioni cliniche, la tollerabilità ai trattamenti e le potenziali interazioni farmacologiche secondo le caratteristiche del singolo paziente». Sull'appropriatezza delle prescrizioni viene poi chiarito che “devono essere rispettose del principio di rilevanza costituzionale della tutela della salute e della garanzia di cure mediche gratuite agli indigenti”. DI conseguenza viene ribadito come non sia illegittima la prescrizione dei farmaci, anche in deroga alle disposizioni in materia, purché non si violino i limiti di ragionevolezza e logica relativi alla letteratura scientifica di riferimento.