E niente. Slitta ancora l'apertura delle mense scolastiche ad Avellino. Tutta colpa di un contenzioso innescato dalla gara d'appalto del giugno scorso. La sentenza del Tar – come aveva assicurato l'assessore Michela Mancusi in consiglio comunale, rispondendo all'interrogazione presentata dal capogruppo Pd, Livio Petitto e dalla consigliera Laura Nargi -, era attesa per il 19 settembre. Ma è stata rinviata. Almeno di altri dieci giorni. Con conseguenti gravi difficoltà per le famiglie e i bambini che usufruiscono del servizio in città.
«Ed era un disagio che l'amministrazione Ciampi poteva evitare», dichiara Petitto. «In aula avevo consigliato di ovviare con un affido temporaneo, anche di un mese, consultando il Mepa (il Mercato elettronico della pubblica amministrazione che permette di contattare i fornitori di servizi per la PA ndr). Questo avrebbe consentito l'avvio immediato della refezione scolastica, evitando comprensibili problemi a tante famiglie, soprattutto in quelle dove entrambi i genitori lavorano».
«Ovviamente – continua Petitto – la mia proposta non è stata presa in considerazione. Come è già avvenuto tante altre volte in questo scorcio di consiliatura. L'assessore – parlando anche da avvocato - aveva assicurato che non ci sarebbero stati problemi, e che il 19 settembre la sentenza del Tar avrebbe chiarito il contenzioso tra le imprese partecipanti alla gara d'appalto garantendo la partenza immediata del servizio. Cosa che puntualmente non è accaduta. E non certo per colpa dell'esecutivo Ciampi, i contenziosi sono la norma nelle gare. La colpa piuttosto è quella di non essersi attivati per prevenire questa non imprevedibile emergenza».
«Per fortuna – continua Petitto – siamo ai titoli di coda». Ma c'è, ricordiamo al capogruppo Pd, chi vorrebbe anticipare la parola fine all'esperienza Ciampi, i democratici sono invece propensi ad attendere novembre e le Provinciali. «La differenza è di qualche settimana. La sfiducia immediata non potrebbe essere discussa prima di quindici, venti giorni. Cioè a metà ottobre, quando saremo comunque alla vigilia delle elezioni per Palazzo Caracciolo. Non cambia molto».