di Andrea Fantucchio
Ha preso a schiaffi il cane e poi il finanziere: una vacanza da dimenticare che gli era valsa un processo per resistenza a pubblico ufficiale, maltrattamento di animali e porto abusivo di arma impropria, infatti nel marsupio gli avevano trovato anche un martello frangivetro. Ieri, però, il calvario giudiziario del 57enne irpino, V.A., si è chiuso con un'inattesa assoluzione. Il Tribunale di Firenze, accogliendo quanto sostenuto dall'avvocato Rolando Iorio, che ha puntato la sua linea difensiva su numerose incongruenze investigative, ha assolto l'imputato.
Eppure, quando era finito dietro le sbarre, il 57enne forse immaginava tutt'altro epilogo. La sua disavventura ha avuto inizio lo scorso 9 maggio. L'imputato e la compagna, anche lei irpina, erano in vacanza in Toscana e avevano deciso di trascorrere una giornata a Empoli. Mentre andavano a spasso fra le strade delle cittadina fiorentina, affiancati dal loro inseparabile dogo argentino, hanno incontrato il padrone di un altro cane. I due animali hanno iniziato a ringhiare e il 57enne ha così schiaffeggiato il dogo per evitare che assalisse l'altro cane. Ma la scena non è passata inosservata e ha innescato la reazione di una fervente animalista che passava di là per caso: «Lei non dovrebbe trattare così il suo cane, non lo merita». Come immaginare la situazione è presto degenerata. Il padrone del cane ha iniziato a discutere con la donna intimandole di non immischiarsi. Ma il caso ha voluto che di là, proprio in quel momento, passasse un finanziere in borghese
Il militare ha tentato di tranquillizzare il proprietario del Dogo. Tutto inutile: si è scatenato un furioso litigio. Così è partita la chiamata ai carabinieri ed è scattato l'arresto. Il giorno seguente si è svolto il processo per direttissima dinanzi al Giudice Monocratico del Tribunale di Firenze, 1 Sezione Penale, Dott.ssa De Cecco. L'uomo ha chiesto di procedere con il rito abbreviato. Ieri è arrivata l'assoluzione.