(effeffe) - Inchiesta sugli scarichi illegali nei fiumi Calore e Sabato, l'amministrazione comunale di Benevento corre ai ripari.
Come si ricorderà la Procura, al termine di elaborate indagini effettuate con reparti specializzati di capitaneria di porto e carabinieri, ha messo palazzo Mosti nel mirino per l'assenza di un sistema di depurazione funzionale. Per la Procura anche i reflui provenienti dai pochi impianti presenti sono fuori norma e i depuratori sono stati posti sotto sequestro, fatto salvo il diritto d'uso.
Nell'ambito di accertamenti peritali di parte, il Comune di Benevento ha disposto nuove analisi. I prelievi hanno riguardati tutti gli scarichi: l'ultimo censimento ufficiale ne ha indioviduato 24 ma sono molti di più.
A preoccupare sarebbero i dati nelle mani della Procura: vanno ben al di là dell'inquinamento fisiologico da acque nere, rivelando la presenza di agenti chimici molto più pericolosi.
Di qui l'iniziativa del Comune che, attraverso analisi proprie, cerca riscontri o controtesi all'assunto degli investigatori di via De Caro.
Nel frattempo, la progettazione del maxidepuratore che dovrebbe sorgere tra Pantano e Serretelle va a rilento. Neanche l'intervento del Commissario Rolle ha potuto accelerarne la realizzazione. Oltre all'impianto, Benevento sconta un ritardo gravissimo su tutta la rete di collettazione che dovrebbe poi portare alla depurazione. I lavori a farsi sono complessi e costosissimi, un appalto da diverse decine di milioni di euro con fondi messi a disposizione dal Commissariato straordinario.
La mancanza di depuratori e l'alto tasso di inquinamento dei fiumi, e questo sono in pochi a saperlo, hanno portato l'Italia a due diverse condanne da parte dell'Unione Europea e, come già accaduto per i rifiuti, il nostro paese paga poco meno di 500mila euro al giorno come multa per non aver adeguato i propri impianti. Di qui la nomina (governo Renzi) del commiussario Rolle con pieni poteri e fondi su tutti gli impianti.