di Andrea Fantucchio
«Ho paura che lui possa sbucare in qualsiasi momento, anche qui in ospedale, e aggredirmi ancora. Se rimane in libertà, non so cosa può accadere quando uscirò di qui». E' terrorizzata la 37enne polacca (non indicheremo il nome per tutelarne la privacy) ricoverata al Moscati dopo essere stata colpita a martellate in testa dall'ex convivente. L'uomo, 57enne avellinese, è stato denunciato (è assistito dall'avvocato, Alberico Villani). E' proprio il fatto che non sia stata emessa alcuna misura cautelare a spaventare la vittima.
Anche perché l'aggressione avvenuta a Corso Europa, qualche giorno fa, non sarebbe un episodio casuale. La 37enne, dopo essersi allontanata di casa, ha raccontato di essere stata più volte pedinata dall'ex convivente: a casa o per strada, lui non smetteva di seguirla. Oltre a una serie di sms che arrivavano puntuali a tutte le ore del giorno: «Torna con me, ti prego». Non accettava di essere stato lasciato. Come l'uomo ha confermato in una intervista.
«Non volevo saperne di tornare in quell'inferno. Qualche settimana fa sono stata aggredita da lui con dei cocci di bottiglia». La vittima, assistita dall'avvocato Costantino Sabatino, per quell'episodio ha deciso di denunciare il 57enne per quella aggressione: lesioni aggravate e stalking. Non un caso isolato. Durante una convivenza di oltre quindici anni, infatti, sarebbero stati numerosi gli episodi di violenza. La donna già una volta aveva denunciato il partner per poi ritirare la querela: aveva troppa paura. Ha raccontato di essere terrorizzata da una reazione del compagno. Anche oggi – dopo quello che è accaduto in Corso Europa - il 57enne le ha telefonato più volte ovviamente senza avere risposta.
La 37enne ha riportato una vistosa ferita alla testa e oltre venti giorni di prognosi. Al momento l'indagine è coordinata dal sostituto procuratore, Cecilia De Angelis. Toccherà proprio a lei, dopo gli accertamenti affidati agli agenti della Mobile, decidere se chiedere la misura cautelare o un provvedimento restrittivo nei confronti dell'indagato.