Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Tutto è iniziato per una moto che uno dei tre ragazzi aveva comprato su internet per cinquecento euro, ma il giorno dopo l'inserzionista ci ha ripensato. Questo avrebbe innescato l'estorsione per la quale questa mattina sono stati condannati a tre anni e sei mesi, G.V., a due anni e venti giorni di reclusione, D.N., e a un anno sei mesi e venti giorni, con pena sospesa, G.F.. Per G.V., oltre all'accusa di estorsione pluriaggravata, c'era anche quella di lesioni aggravate.

Tutto è iniziato nel 2017. Quando G.V. aveva comprato l'Aprilia dalla persona offesa. La trattativa si era chiusa ad Atripalda e l'inserzionista aveva anche dato la moto in prova all'acquirente in attesa di ricevere i cinquecento euro pattuiti. Ma, il giorno successivo, c'era stato un ripensamento. Il venditore aveva chiamato G.V. annunciandogli di aver trovato un acquirente disposto a pagare settecento euro. Ma, quando era andato a riprendere la moto, secondo la ricostruzione della Procura è stato picchiato dall'imputato che ha poi chiesto anche dei soldi di indennizzo. Lì è scattata la prima denuncia a carico del ragazzo che ha innescato un “appostamento” dei carabinieri nei pressi di piazza Kennedy ad Avellino. Avvenuto qualche giorno dopo.

I militari hanno visto l'auto dei tre imputati raggiungere la parte offesa che ha consegnato dei soldi e a quel punto sono intervenuti e li hanno arrestati. Questa mattina si è celebrato il rito abbreviato. Il pubblico ministero aveva chiesto cinque anni e sei mesi di reclusione per G.V. e 3 anni e sei mesi per gli altri due imputati. La difesa è stata affidata agli avvocati Rolando Iorio, Carmine Danna e Patrizio Dello Russo.

Iorio, per la posizione del suo assistito G.V., ha chiesto la derubricazione del reato di estorsione a esercizio arbitrario delle proprie ragioni. In relazione alla prima trattativa d'acquisto naufragata che avrebbe innescato la reazione dell'imputato. Ma il giudice Fabrizio Ciccone ha respinto la richiesta. Poi è arrivata la sentenza.