Benevento

I difensori – gli avvocati Antonio Verde e Nunzio Gagliotti – hanno reiterato l'istanza di patteggiamento per i loro assistiti, ma, così come era accaduto ad aprile, durante l'udienza preliminare, anche stavolta non hanno ottenuto il consenso del pm Maria Scamarcio, che ha anche fatto notare come la richiesta non fosse ammissibile per il mancato risarcimento del danno.

Niente da fare ancora, dunque, rispettivamente, per Angelo Collarile, 46 anni, e Fioravante Carapella , 56 anni, imprenditori, due delle undici persone spedite a giudizio nell'inchiesta, diretta dal procuratore aggiunto Giovani Conzo e dal sostituto Nicoletta Giammarino, e condotta dai carabinieri, su alcune gare d'appalto del Comune di Benevento che sarebbero state pilotate in cambio di presunte tangenti.

Collarile e Carapella, come si ricorderà, avevano già chiesto di patteggiare, incrociando il no del gip Roberto Melone, che aveva ritenuto non congrua la pena di 1 anno sulla quale aveva concordato la dottoressa Giammarino per la collaborazione offerta da entrambi durante l'attività investigativa. Per Carapella erano poi stati proposti 1 anno e 6 mesi e 1 anno e 10 mesi, con il no, come detto, del sostituto procuratore Scamarcio.

Quella appena raccontata è, al pari della costituzione di parte civile del Comune di Benevento con l'avvocato Paola Porcelli, la novità di maggior rilievo registrata nella prima udienza di un processo nel quale sono imputati anche Angelo Mancini (avvocato Vincenzo Regardi), 48 anni, di Benevento, chiamato in causa come ex coordinatore dei progetti del Piu Europa, che, secondo gli inquirenti, avrebbe orientato l'assegnazione di una serie di lavori dopo aver spiato le offerte delle ditte partecipanti attraverso un endoscopio che sarebbe stato infilato nelle buste, senza aprirle; Mario Siciliano (avvocati Roberto Prozzo e Luigi Giuliano), 54 anni, Pietro Ciardiello (avvocato Roberto Prozzo), 70 anni, di Benevento, Giuseppe Pancione (avvocati Dario Vannetiello e Raffaele Scarinzi), 58 anni, di San Martino Valle Caudina, Pellegrino Parrella (avvocati Dario Vannetiello e Teodoro Reppucci), 56 anni, di Roccabascerana, Antonio D'Addona (avvocati Antonello Aucelli e Vincenzo Fiume), 54 anni, di Montecalvo Irpino, Guido Mastantuono (avvocato Alessio Lazazzera), 52 anni, di Montecalvo Irpino, Angelo Pilla (avvocato Federico Paolucci), 57 anni, di Benevento, e Carmine Iannella (avvocato Giuseppe Sauchella), 53 anni, di Torrecuso, quest'ultimo l'unico a non essere stato raggiunto da alcun provvedimento nel giugno del 2016, quando erano state eseguito una serie di misure cautelari successivamente attenuate e revocate.

Le accuse contestate a vario titolo vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione e alla turbativa d'asta e sono relative alle gare per la realizzazione di una stazione attrezzata per autobus extraurbani, la riconfigurazione e la messa in rete di una serie di piccole piazze al rione Libertà e a San Vito, la riqualificazione del ponte Santa Maria degli Angeli sul fiume Sabato, la costruzione di un ponte didattico ciclopedonale Santa Maria degli Angeli – Rione Libertà, e del ponte Torre della Catena sul fiume Sabato.

Il prossimo appuntamento in aula è in programma il 18 dicembre.

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