ZERO: Alla multa appioppata al Benevento calcio per lancio di aereoplanini di carta in campo. Per favore, vi prego, ditemi che siamo su Scherzi a Parte perché questa è davvero l’ultima comica prodotta in ambito calcistico. In un calcio malato, dove si sono persi tutti i valori dello sport pur di sottomettersi in ogni modo al dio denaro, non si è più padroni nemmeno di esternare la propria gioia o la propria compartecipazione coreografica lanciando dei semplici aereoplanini di carta, visto il loro essere accomunati, per l’entità della sanzione, a delle bombe carta, a degli striscioni o a dei cori razzisti. ”Ma mi faccia il piacere” , avrebbe esclamato il buon Totò, a me sinceramente mi viene da urlare un molto meno signorile “ma Jativenn’ aff…..”.
UNO: Al ligio “avvocato” nominato dagli addetti del servizio di sicurezza presenti al Cittadella, corsi nel parcheggio dello Stadio perché allertati dalla telefonata del misterioso signore in questione che aveva dichiarato (testuali parole degli addetti alla sicurezza) “che un gruppo di facinorosi stava incendiando qualcosa nel piazzale ospite dello Stadio (e già definire Stadio il Tombolato aggiu trattat). Quando si sono accorti che i “facinorosi” erano gli Stregoni Del Nord intenti ad abbrustolire un po’ di carne si sono resi conto ….che eran’ fatt ‘na grandissima figur emmerd’, loro e pure u fantomatico avvocato. Un buon bicchiere di vino, un sorso di Strega ed un pezzettino di salsiccia ed i facinorosi sono diventati per incanto ciò che era già lampante da tempo agli occhi di tutti ovvero “una delle tifoserie più simpatiche e colorate viste fino ad ora” (Cit. addetto sicurezza dopo 2 bicchieri di Strega). Cu ‘a bbona salute e chillu pep’ e l’ AVVOCAT.
DUE: Alle dichiarazioni di Venturato che fanno il pari con quelle di Colantuono di quattro giorni prima. Possibile che non c’è un solo allenatore che possa riconoscere anche i meriti dell’avversario oltre che inveire sempre e solo contro l’arbitro o appellarsi alla sfortuna? Evidentemente il soggettone ha la memoria corta se non ricorda come maturò la loro vittoria due anni fa. Un tiro in porta dopo 6 minuti ed i restanti 84 a difendersi. Se avesse fatto un giro a fine partita fuori lo Stadio poteva consolarsi anche lui con un po’ di Strega ed un pezzetto di babà, ma ha preferito farsi il fegato amaro…Cacchi suoi…
TRE: come i punti ottenuti nella seconda trasferta in terra Veneta. Per la serie “Venni, vidi, vinsi….e me ne tornai soddisfatto”. Credo di essere intellettualmente onesto nel ritenere che possa esserci un po’ di buona sorte, un pizzico di arbitraggio di riguardo, oltre sicuramente alle grandi prestazioni della squadra che vanno comunque messe al primo posto, ma sinceramente dopo tutti i torti arbitrali ed i quintali di sfortuna accumulati nel campionato scorso, chist’ann abbast’ ca s’ vence , il come non importa. Come già scritto, tornare di notte alle proprie dimore con il piglio dei “conquistadores” fa passà u suonn e a stanchezz!!!!
QUATTRO: Al colpo di testa di Asencio nella ripresa che avrebbe potuto chiudere la gara del Tombolato con largo anticipo. Urlare Gol perché vedi già il pallone in fondo al sacco, quel grido che ti si strozza in gola all’ultimo istante, è una sensazione bruttissima. A parte che i venti minuti finali c’ennu luat’ n’ ati dieci anni di vita (manco un highlander avrebbe gli anni di vita nostri commisurati alle sofferenze per seguire una gara della Strega), ma tu Asenciuccio carissimo, stu pallon’ nunn’ u putiv coglie e n’ata manera?
CINQUE: le ore di sonno che pregustavo di poter fare fra il rientro a casa ed il risveglio successivo. Ma prima l’adrenalina a mille, poi i messaggi in chat, poi che fai? Non ti rivedi un po’ di partita? Poi non vuoi risentirti qualche commento o leggerti qualche dichiarazione rilasciata sul web? E non ti rinfreschi la gola provata da 90 minuti di urla e canti? Morale: stamattina mi aspettano a Cinecittà per il sequel del film “IL RITORNO DEI MORTI VIVENTI”. Nu Zombie.
SEI: A Nocerino. Ritrovare il campo era importante per chi era stato un po’ messo in disparte dopo l’esordio e le partite precampionato. Svolge in suo onesto lavoro in una ritrovata condizione fisica e mentale che può solo fare bene a lui ed al gruppo. D’altronde uno che in Serie A ci è stato alla grande non può di colpo essersi scordato ‘e comm s’ joc’ u pallon.
SETTE ed OTTO: SETTE come il numero di giocatori “nuovi” presenti dall’inizio “nel Benevento 2” rispetto alle formazioni scorse. Uno stravolgimento che ad onor del vero ha lasciato qualche perplessità. Alzi la mano chi non ha pensato che forse 7 cambi in contemporanea erano troppi. Era un banco di prova ampiamente superato da mister Bucchi (VOTO OTTO) che ha sempre sostenuto di avere 22 titolari e che avrebbe giocato chi per lui era meglio in condizione. Ha avuto ragione; ha osato ed ha vinto la scommessa dell’ampio turnover, dando a tutti la consapevolezza che davvero da questo Benevento possono tranquillamente venire fuori due squadre con i medesimi valori tecnici ed agonistici. OTTO a lui che ha saputo inculcare questo tipo di mentalità nel gruppo ed alla Società che ha saputo ben intervenire sul mercato. Come 11 in campo potremo essere inferiori a qualcuno sulla carta (Verona? Palermo?), ma la qualità della panchina composta da ulteriori titolari non so se sia una prerogativa di altre squadre oltre la nostra.
NOVE: Al trio BILLONG – PUGGIONI- DEL PINTO. Il primo cresce a vista d’occhio ed in maniera esponenziale nelle sue prestazioni partita dopo partita. Davvero gli mancava il campo da troppo tempo o veniva impiegato in un ruolo a lui poco congeniale (terzino e non centrale difensivo). Lo avevo criticato nella prima uscita a Venezia, ma avevo già rimarcato i suoi miglioramenti nel derby; ieri è andato uno step oltre. Ben ritrovato. Puggioni si produce in almeno due parate strappa applausi e salva risultato da far strabuzzare gli occhi. Finalmente dimostra tutto il valore che non poteva aver dimenticato con la venuta nel Sannio. Avanti così. Su uno degli ultimi gladiatori rimasti cosa dire? Mai una parola fuori posto, risponde presente ogni volta che viene chiamato in causa. Limita Iori (gran bel giocatore) fino al momento del cambio. Sarà un caso che dopo la sua uscita Iori si è prodotto in qualche giocata pregevole ed il Cittadella ha avanzato di una ventina di metri il proprio baricentro?
DIECI: Ditemi quello che volete, ma quando in trasferta si può godere delle prelibatezze sfornate dalle sontuose mani delle massaie sannite o dalla fantasia del cuoco di turno, voglio andare in trasferta pure a pper’ tutt ‘e juorn. A frittat’ e maccarun è ormai un must da trasferta, ma pure u panin’ mbuttunat’ e puparul o lo sfornato piccante di sasiccia e friarielli ammirato all’apertura dei cofani delle auto e poi benedetto dallo stomaco, meritano per forza un dieci in pagella. Per non parlare del barbecue improvvisato, alla faccia del fantomatico avvocato e dei “facinorosi” da lui menzionati. Buon appetito e cca’ bbona salute.
Scugnizzo69