Due anni. E' la pena, patteggiata e sospesa, stabilita dal giudice Loredana Camerlengo per Roberta Colella (avvocati Peppino Romano e Gaetano Aufiero), 36 anni, l'ex dipendente delle Poste di Grottaminarda che il 19 novembre dello scorso anno era finita ai domiciliari per peculato e tentata truffa. Le accuse le erano state contestate in un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Gelsomina Palmieri in un'indagine del sostituto procuratore Marcella Pizzillo e dei carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino.
Nel mirino degli inquirenti le somme – 700 euro - di cui la dipendente si sarebbe appropriata, tra aprile e settembre, ai danni di alcune persone anziane. Lo avrebbe fatto durante alcune operazioni fatte su libretti postali o nel dare il resto in occasione del pagamento di bollettini.
Comparsa dinanzi al Gip per l'interrogatorio di garanzia, l'allora 35enne si era avvalsa della facoltà di non rispondere, sostenendo di aver sempre lavorato correttamente, e tanto, e dicendosi pronta, se aveva commesso degli errori di gestione contabile, a risarcire il dovuto. L'ordinanza a suo carico era stata confermata dal Riesame, ma a novembre, dopo aver lasciato il lavoro, aveva ottenuto la revoca degli arresti domiciliari ed era tornata in libertà.
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