Tutti la chiamano "massima punizione". Per l'Avellino, nella maggior parte dei casi quest'anno, rappresenta il punto di massimo godimento. I calci di rigore non mettono paura ai lupi, nè quando è il momento di batterli (cinque messi a segno su sei calciati) nè quando invece ci si ritrova a dover sventare il pericolo. E alla formazione biancoverde, nel corso di questa stagione, è riuscito per ben cinque volte. L'ultima, ieri pomeriggio, sul campo del Bologna.
Al minuto diciotto della ripresa, il signor Gavillucci della sezione di Latina ha concesso un dubbio calcio di rigore al Bologna, per un fallo probabilmente non commesso da Arini su Acquafresca. Per la nona volta nel campionato in corso, l'Avellino si è visto fischiare un penalty contro. E fino al momento in cui Acquafresca si è presentato davanti a Frattali poggiando a terra il pallone del possibile 2-1, il bilancio parlava di perfetto equilibrio.
Sugli otto rigori concessi contro D'Angelo e compagni, solo quattro erano stati realizzati. Da Caputo del Bari alla nona giornata; da Gerardi del Cittadella alla ventitresima. E poi ancora da Calaiò del Catania alla trentatresima giornata e infine da Ciano del Crotone al trentottesimo turno. Lo stesso numero di quelli falliti.
Il primo a sbagliare un calcio di rigore contro l'Avellino è stato Coralli, alla seconda giornata di campionato. Un errore che non pesò sul risultato finale, con i veneti che travolsero i lupi con il risultato di 3-1. Nel turno successivo toccò ad Ardemagni dello Spezia presentarsi al cospetto di Gomis. L'esito fu identico: pallone calciato alle stelle e punteggio invariato. L'Avellino grazie a quell'errore strappò, in dieci uomini, un punto ai liguri, ripetendosi all'undicesima giornata, sul campo del Perugia, quando Taddei si fece ipnotizzare da Gomis che difese il prezioso 0-0.
Alla venticinquesima giornata, invece, a fallire dagli undici metri ci ha pensato Ruben Olivera. Al Partenio-Lombardi si giocava Avellino-Latina. L'uruguaiano dei pontini, accostato a gennaio proprio ai biancoverdi, sparò alto sulla traversa il rigore del possibile vantaggio. Una delusione doppia dato che Castaldo poco dopo realizzò la rete del successo, con una inzuccata da calcio d'angolo.
Quando Acquafresca si è presentato a tu per tu con Frattali, in tanti avranno pensato ai precedenti errori, e buona parte di questi avranno sperato in un miracolo del portiere biancoverde. E miracolo è stato. L'attaccante felsineo ha allargato il piattone sinistro. Frattali ha "spalancato lo sportello", volando all'angolino alla sua destra.
Un colpo di reni che ha consentito ai lupi di lasciare il Dall'Ara con un punto prezioso in tasca e la possibilità di poter essere artefici del proprio destino nelle ultime due gare stagionali. Quindi non chiamatele "massime punizioni". Penalty? Don't worry!.
Carmine Roca