Fare marketing territoriale è una cosa importante. Farlo ad Avellino ancora di più. Perché la città ne ha bisogno, perché non è mai stata valorizzata, perché potrebbe avere un potenziale, provincia inclusa, ma nessuno è mai riuscito a promuoverlo in modo adeguato.
E quindi che l'amministrazione comunale si muova in questo senso è davvero meritorio. Ma che lo faccia con un manifesto che contiene errori grammaticali – siamo sicuri (?) si tratti di qualche refuso -, e per promuovere iniziative e beni culturali non è proprio il massimo della vita. Diciamo, un biglietto da visita venuto male. Ma un biglietto da visita formato sei per tre (spazio che evidentemente non porta bene all'amministrazione comunale 5Stelle. Ricordate le famose vele della gogna con altrettanti errori?).
Sul manifesto si legge: «L'Amministrazione Comunale di Avellino vi invitano fare turismo in città». Una frase che lascia perplessi, almeno. Quell'invitano avrebbe dovuto essere “invita” e manca una “a” prima di fare.
Come direbbe qualcuno: e che fa, comunque il messaggio è chiaro? Mah, il punto è un altro: quattro parole insieme e due errori, roba – diciamo - che può passare anche inosservata sui social (ok, lì si legge di tutto). Ma un manifesto che campeggia in città, avrebbe meritato qualche correzione. Nessuno ci ha fatto caso? Tutti hanno letto quell'invitano senza capire che non si legava con il soggetto al singolare. E nessuno ha notato che mancava una a?
Evidentemente sì. Ci diranno: ma siate sempre lì a puntualizzare quello che fa questo esecutivo? Beh, sì, certo. Perché non dovremmo. L'avesse fatto Foti o Pinco Palla sarebbe stato uguale. O davvero dobbiamo far passare tutto nel nome del “lasciamoli lavorare”, anche gli orrori da scuola elementare? Se un cartello che annuncia con enfasi “Progetto di promozione turistico culturale”, prosegue con due errori nelle poche parole che seguono, lascia intendere che quel progetto di culturale ha ben poco, almeno nella sua diffusione. In fondo basta niente, un correttore di bozze e si evitano figure non proprio memorabili.