Avellino

Si è chiusa nel migliore dei modi una stagione che per la Sidigas non può che definirsi deludente. Con la vittoria di Varese, la Sidigas ha chiuso il campionato in dodicesima posizione, con 24 punti, esattamente come lo scorso anno. Male, per quella che doveva essere la stagione della riscossa per i biancoverdi e che invece è stata, purtroppo, una conferma in negativo.

Certo, la retrocessione arrivata oggi per Caserta ha forse ricordato a molti l'importanza della permanenza in massima serie. Il prossimo campionato sarà il sedicesimo consecutivo in Serie A per la Scandone. Un traguardo che nessuno immaginava quando i biancoverdi conquistarono la promozione nella magica notte di Jesi. Questo però non può addolcire il giudizio su un roster che ha sprecato l'occasione di disputare un campionato di buon livello, tirando i remi in barca a gennaio e piazzando soltanto cinque vittorie nel girone di ritorno, quattro delle quali sotto la guida di coach Frates.

Un coach Frates che ha fatto quello che ha potuto in sette giornate, trovandosi a fare i conti con uno spogliatoio spaccato e in crisi d'identità. Cosa rimarrà di questa stagione? Poco. L'illusione del girone d'andata e la resa del ritorno; l'atteggiamento della squadra nei quarti di finale delle Final Eight persi contro Milano sulla sirena e quello del resto della stagione. Oggi la Sidigas sarà all'Expo per l'ultimo atto ufficiale dell'annata. Da domani, però, Avellino dovrà guardare avanti e, una volta per tutte, correggere gli errori commessi nelle ultime stagioni, in termini tecnici ma non solo, dimostrando che dagli sbagli, questa volta, la Scandone ha finalmente imparato qualcosa.

Alessio Bonazzi