Conferenza stampa pre partita per il tecnico del Benevento Cristian Bucchi. Ecco le sue dichiarazioni:
FOGGIA - “Al di là della qualità dei nostri avversari abbiamo fatto tutto noi. Loro hanno tirato tre volte in porta e hanno sempre segnato. In certi momenti abbassiamo la concentrazione e smettiamo di essere squadra. Tutti ci dicono che siamo i più forti e sembra che se non riusciamo a dominare si urla al fallimento. Questo fa parte del contorno e lo accettiamo, ma allo stesso tempo dobbiamo tenerlo fuori. Anche la Juve ogni anno arriva a vincere il campionato all'ultima giornata. In serie B ogni squadra ha già perso, quindi evidentemente un po' tutti hanno problemi di equilibrio. E' troppo pretenzioso avere una squadra che domina sempre. C'è bisogno di tempo che non significano mesi. L'altra sera c'era tanta voglia di vincere a tutti i costi. La nostra stagione si costruisce partita dopo partita, con la bravura di creare il gioco quando ne abbiamo l'opportunità e saper soffrire quando ci sarà il momento”.
PESCARA - “E' una squadra con grande qualità. Ha degli esterni offensivi validi e calciatori forti come i vari Marras, Antonucci, Cocco e Monachello. Il centrocampo è uno dei più forti della B, oltre alla difesa che la ritengo una delle più esperte. Per me non è una novità questo inizio pisitivo e sono certo che sarà protagonista fino alla fine”.
ZOCCOLO DURO - “L'idea era di arrivare fino alla sosta per tracciare un primo bilancio della squadra, per vedere anche come i calciatori rispondono ai diversi avvenimenti. La conoscenza vera la si ha vivendosi, attraversando non solo i momenti positivi ma anche per le sconfitte. Quando non si riesce a vincere bisogna essere bravi nel farsi accontentare: ad esempio un punto può darti continuità. All'interno di questo c'è la ricerca di uno zoccolo duro. La difficoltà mia è che tutti hanno fatto bene, ma a sprazzi. La continuità dobbiamo cercarla e questo anche da parte mia va trovata”.
SCELTE - “Il mio ruolo è sempre soggetto a critiche. Alla ricerca di un equilibrio generale ci sono dei passaggi: la fortuna è che se avessi avuto 13 calciatori titolari e 15 alternative c'è poco da pensare. Ho tanti elementi che si equivalgono e all'interno di questi devo essere bravi a cogliere il momento. Devo cercare all'interno di questo uno zoccolo duro, quei 7/8 calciatori che ci danno una continuità di spirito, atteggiamento e mentalità. Tutti hanno recepito bene ciò che voglio. Ho bisogno di continuità e farò delle scelte in base a questo”.
DIFESA - “Non siamo stati particolarmente fortunati. Questa estate abbiamo avuto Antei reduce da un infortunio, quindi abbiamo investito tempo. Tuia ha accusato un fastidio al tendine e se lo sta trascinando un po' dietro. Costa si è fermato a causa di un problemino, così come Billong che è stato fermo una settimana. Tutti si sono fatti trovare pronti in emergenza. Non sono assolutamente preoccupato perché so che chiunque scenderà in campo farà bene. Nelle difficoltà uno ha delle opportunità. Maggio? Contro il Foggia ha giocato come terzo. Può ricoprire quel ruolo, anche se gli tarperebbe le ali. In emergenza può comunque scendere in campo da difensore centrale”.
EQUILIBRIO - "Il nostro modo di giocare è molto offensivo, quindi da una parte le nostre ali danno prevedibilità ma anche disordine. Questo dà equilibrio dall'ultimo centrocampista che resta dietro e dai difensori. Bisogna perfezionare qualcosina e trovare maggiore solidità. Quando siamo padroni del gioco questo si vede meno, ma quando soffriamo occorre avere più equilibrio. La difesa deve rimanere alta, in modo da permettere ai centrocampisti di restare ordinati".
GIUDIZI - "A un gruppo ho dato tre partite di continuità, all'altro altre tre. Sono gare che mi hanno permesso di capire al meglio le caratteristiche di questa squadra. Si fa fatica a esprimere un giudizio, quindi in virtù di questo voglio capire le varie reazioni. Contro il Foggia il gol all'inizio è stato il nostro problema, mentre quello subito ci ha destabilizzato. Dobbiamo pensare che possiamo prendere gol in ogni momento della partita se non siamo concentrati: diventiamo meno vulnerabili quando abbiamo sempre le nostre qualità al servizio della squadra. E' impossibile dominare sempre, ma c'è un modo di concedere in determinati momenti. Questo è un percorso, quindi quando dico alla squadra di darsi del tempo lo dico anche a me stesso. Da sabato metteremo un punto per capire quali saranno i tasselli che possono avere continuità.
CAMPIONATO - “Non c'è mai niente di scontato. In questo torneo puoi vincere e perdere con chiunque. Non si deciderà a marzo, a meno che uno non le vinca tutte. Tante squadre saranno sempre aggrappate e sarà importante avere la giusta continuità. Calma, equilibrio e tranquillità perché essere forti non si dimostra solo sul campo ma anche nel tempo”.
PUGGIONI - “Non mi piace parlare dei singoli né in maniera positiva o negativa. All'interno di una stagione credo che ci siano dei momenti positivi o negativi. A me non interessa l'errore tecnico, ma come si viene fuori. Ognuno deve avere un grande equilibrio: gli errori sono figli di chi fa”.
COMPLIMENTI - “Fanno piacere perché oltre all'allenatore conoscono l'uomo. Non sono pentito di quello che è successo lo scorso anno a Sassuolo. Ho tanta gioia nell'essere qui e credo che sia il percorso giusto. La mia gavetta credo di averla fatta con grande orgoglio e mi lusinga molto il pensiero positivo di persone che mi hanno conosciuto anche in altre vesti”.
TELLO - “In serie B ci sono dei ritmi molto alti in ogni partita, quindi il dinamismo è fondamentale. Nella sfida con il Foggia ho preferito giocare con degli elementi più tecnici come Viola e Nocerino perché volevo dominare il gioco, sapendo che avremmo lasciato maggiore possesso senza la corsa di Tello. Volevo imporre, per questo ho chiesto di essere molto aggressivi. Abbiamo perso perché non siamo stati bravi a fare ciò che dovevamo, come accaduto nel secondo tempo. A centrocampo dobbiamo trovare la giusta quadratura”.
RITORNO A PESCARA - “E' stato il punto di passaggio tra la fine della mia carriera da calciatore e l'inizio di quella da tecnico. Ritrovo il presidente Sebastiani a cui devo tanto, quindi lo ringrazierò sempre per aver creduto in me. E' un ritorno piacevole. Nei novanta minuti questi sentimenti verranno messi da parte, ma prima e dopo ci saluteremo con affetto”.
Ivan Calabrese