di Andrea Fantucchio
Non ha agito spinto da pulsioni sessuali. Un aspetto che può essere determinante nella vicenda giudiziaria di A.F., 37 anni, professore di Benevento, arrestato con l'accusa di aver molestato una studentessa disabile del liceo artistico di Avellino, Paolo De Luca. Questa mattina si è concluso l'incidente probatorio: il perito del giudice, la psicologa Francesca Cozzolino, ha relazionato sulla consulenza realizzata sull'indagato.
Nel documento si spiega come il professore, difeso dagli avvocati Roberto Pulcino e Andrea de Longis junior, fosse parzialmente capace di intendere e di volere al momento delle molestie. Per la Procura il docente ha toccato la ragazza su seno e natiche. Sulla seminfermità mentale e il presunto disturbo psichico poggerà la strategie difensiva. A partire dalla richiesta una eventuale riqualificazione giuridica del capo di imputazione, fino a una impugnazione degli arresti domiciliari ai quali l'indagato è sottoposto da sette mesi.
Ora toccherà proprio al pubblico ministero, Paola Galdo, decidere se chiedere il rinvio a giudizio del professore o magari il processo immediato. Come avvenuto in un'altra inchiesta che coinvolge il docente beneventano. L'uomo è accusato di aver seguito sul pullman, per diversi mesi, una studentessa del liceo artistico. La ragazza ha raccontato come il docente salisse sul pullman per palparla. La descrizione di quei pedinamenti è stata confermata dall'adolescente durante l'incidente probatorio. A dicembre, in relazione a quelle accuse, il professore sarà giudicato con il rito abbreviato, dopo che saranno consegnati i risultati di una altra perizia psichiatrica. Un approfondimento necessario poiché, almeno per ora, la Procura non ha chiesto di riunire i due procedimenti a carico del professore.